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Stiamo all'erta

di

Giovanni Galli
Le recenti vicende del Football Club di Lugano sono ben note a tutti. Un buco, una voragine di milioni, con le conseguenze che ben abbiamo letto. Una delle strade per «sanare» quella voragine (come del resto per la squadra di disco su ghiaccio di Ambrì) è stata quella di richiedere il condono per il maltolto fiscale e gli oneri sociali non versati. Questa richiesta (fortunatamente fallita) è stata formulata al Governo del Cantone Ticino e perorata, oltre che dagli amministratori della società, da alcuni cittadini nonché rappresentanti politici. Poco importa quanti fossero i franchetti dovuti (parecchi milioni!). Ciò che vorrei rilevare qui è l’aspetto «politico» di quella operazione di salvataggio. La richiesta (è noto) è stata fatta invocando le ragioni sociali (la fine di una società gloriosa, la ricaduta sull’intero settore, le difficoltà organizzative che insorgevano nella gestione dei gruppi giovanili, ecc ...) e le ragioni economiche e d’immagine (cattiva ricaduta sull’immagine della città di Lugano). In poche parole, secondo questi richiedenti bisognava condonare il tutto per salvare la società. Volevano far passare che la questione interessava tutti. Invece come il solito si confonde la parte (interessata!) con il tutto. Certamente è importante per tanti: alla gente comune interessa la squadra. Ai boss interessano i soldi. Il cantone – la risposta non era certamente difficile – ha risposto: «non si può permettere il condono delle tasse (neanche a un Club sportivo) quando tutti i cittadini le pagano». Appunto. Impossibile non vedere un interessato sotterfugio. Il desiderio (la segreta speranza) che poi il Cantone avesse avuto modo di operare esattamente nello stesso modo con altre insolvenze finanziarie? Cioè condonare le tasse a tutti gli insolventi milionari... O Bignasca ha pagato tutti gli arretrati che deve? Oppure; visto che Bignasca le tasse non le paga permettiamolo pure al Fc Lugano... così quando al Fc Lugano sarà stato condonato il suo debito, anche lui potrà ricorrere allo stesso tipo di argomenti. Ci mancherebbe altro! Certo che una sanatoria di quel genere poteva riproporre una nuova faccia, pulita, onesta, ecc ... Quanto all’immagine della città di Lugano che non si preoccupino. Dietro le facciate la realtà è già alquanto deturpata dai bordelli, dall’inquinamento (maggiore traffico stradale in una città Svizzera), dal prezzo degli appartamenti, dalla muscolosa democrazia usata contro le alternative giovanili (vedi Tazzino e Molino), dal lavoro nero nascosto dalla imperiosità delle banche. La qualità della vita non si valuta certamente con le classifiche calcistiche.

Pubblicato

Venerdì 21 Giugno 2002

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