Mute d'accento, non di pensier. È una polvere di stelle che attraversa, senza perdere il suo lucore, un secolo di mutamenti epocali. Di questa materia incorruttibile erano fatte alcune dive del cinema muto italiano riproposte in una piccola ma preziosa rassegna cinematografica organizzata dal Dicastero cultura del Comune di Chiasso. Donne impostesi nell'ambito cinematografico per la loro tempra e per le loro grandi doti artistiche. Si tratta di un'esperienza davvero singolare in quanto lo spettatore avrà modo di riscoprire icone della celluloide quali Francesca Bertini, Lyda Borelli, Leda Gys (ma anche altre), in un contesto cinematografico ricostruito fedelmente secondo i criteri dell'epoca - grazie alla tecnica solo di cui dispone il Cinema Teatro rinnovato (al momento in tutto il Ticino sono gli unici ad essere dotati di uno speciale obiettivo che permette di vedere vecchissime pellicole garantendo la qualità di proiezione) - e che permetterà loro di vedere i film così come li vedevano i nostri nonni. Con tanto di accompagnamento musicale dal vivo, per l'interpretazione di musicisti (in particolare Guido Sodo e Françoise Laurent) che da tempo lavorano in questo specifico campo. Tre i film proposti nella minirassegna, che prende il titolo «Omaggio alle dive del cinema muto italiano» e che si terrà presso il Cinema Teatro di Chiasso: «Assunta Spina» (oggi, venerdì 15 marzo, ore 20.30) di Gustavo Serena e con Francesca Bertini (Italia 1915, tratto dall'omonimo dramma di Salvatore Di Serena), con l'accompagnamento musicale del napoletano Guido Sodo (che ha firmato le musiche d'ispirazione napoletana), voce, chitarra e plettri e Françoise Laurent alla chitarra. Venerdì 19 aprile (ore 19.30), sarà la volta di «Napule e niente cchiù» di Eugenio Perego (Italia 1928), con Leda Gys, film restaurato nel 2001 presso l'Immagine Ritrovata e proveniente dalla Cineteca di Bologna e dalla Fondazione Cineteca italiana di Milano. L'accompagnamento è ancora di Sodo e Laurent. Infine, sabato 11 maggio (ore 20.30), concluderà la minirassegna il film «Malombra» (Italia 1917, tratto dall'omonimo romanzo di Antonio Fogazzaro) di Carmine Gallone, con Lyda Borelli e con l'accompagnamento musicale dell'ensemble «Gatto Marte» che ha composto le musiche appositamente per il film un anno fa. Un'occasione rara, si diceva, e resa possibile da una serie di felici coincidenze. «Tempo fa – ci spiega Tiziana Conte dell'Ufficio cultura e cinema-teatro di Chiasso e laureata in Storia del cinema – siamo venuti a sapere che la Cineteca di Bologna, con la quale collaboriamo da anni, aveva organizzato una rassegna-omaggio alle dive del cinema muto proponendola in varie città italiane ed europee. Abbiamo così voluto cogliere al volo l'occasione e deciso di presentare al nostro pubblico alcuni tra i film più belli e significativi della rassegna originale. Si tratta di pellicole preziose per la storia del cinema che possiamo gustare grazie al lavoro di restauro operato dal laboratorio «L'immagine ritrovata» con la quale la Cineteca di Bologna collabora. C'è da ricordare che l'istituto bolognese si occupa in particolar modo della conservazione e del restauro di film dei primi decenni del secolo scorso, ossia dei «diva-film», opere che hanno fatto conoscere a livello internazionale la cinematografia italiana. Una mini rassegna che costituisce una chicca nel suo genere perché offre uno spaccato dell'evoluzione cinematografica d'inizio secolo in cui la presenza divistica era l'asse portante. «Fra le proposte - continua Tiziana Conte - non potevamo non inserire Assunta Spina, un grande classico della cinematografia italiana che permette di scoprire Francesca Bertini, ovvero l'attrice per antonomasia nell'immaginario collettivo di allora. Sarà presentato da Enrica Ferrani della Cineteca di Bologna, un esperta di questo particolare periodo storico. Questo film, ambientato a Napoli come Napule e niente cchiù, ci offriva l'occasione di completare la nostra semestrale rassegna trasversale dedicata quest'anno alla città partenopea (intitolata Napoli unu poco e sentimento)». Con «Malombra», girato a Villa Carlotta (Menaggio) sul Lago di Como, potremo rivedere paesaggi a noi familiari ma ripresi quasi un secolo orsono.Uno spaccato dunque della cinematografia e del divismo italiano che sarà proposto anche al pubblico degli studenti. Il prossimo 19 aprile, infatti, sarà riservato a loro che potranno vedere «Napule e niente cchiù» presentato dal giornalista e cinefilo Salvo Seo. Film senza parole ma non muti. «Bisogna sfatare l'idea - conclude l'addetta culturale - che i film fossero muti. Si chiamano muti impropriamente: in realtà erano film assolutamente sonori (con l'accompagnamento dal vivo), dotati di rumoristica senza contare poi tutti i commenti ed esclamazioni del pubblico che assisteva per le prime volte alla magia del film».

Pubblicato il 

15.03.02..

Edizione cartacea

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