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Spalle al cantiere

di

Generoso Chiaradonna
In queste settimane si fa un gran parlare di riforma dell’Avs e di secondo pilastro. Il presidente della Confederazione, Pascal Couchepin ha gettato timore e insicurezza in tutti i lavoratori per le sue sparate: innalzamento dell’età Avs a 67 anni, aumento dei premi delle Casse pensioni, diminuzione del tasso di rendimento minimo e via di questo passo. Ma per fortuna non è per tutti così. Alcuni lavoratori dell’edilizia sono riusciti a cavarsi d’impiccio e uscire appena in tempo. Dal primo di luglio – in pratica dalla settimana prossima – circa 180 lavoratori dell’edilizia principale, delle pavimentazioni stradali e del granito appenderanno, metaforicamente, martelli e cazzuole al chiodo e si godranno la meritata pensione. Anzi, la pre-pensione. E già si tratta proprio di quel pensionamento anticipato per il quale migliaia di lavoratori edili si erano battuti – vincendo – lo scorso autunno arrivando anche allo sciopero nazionale. «Quell’accordo – ha ricordato Matteo Pronzini, segretario aggiunto del Sei Ticino, durante la conferenza stampa – è stato letteralmente strappato al padronato che aveva anche osato fare marcia indietro». Infatti, dopo la firma del primo accordo tra sindacato e padronato, ci fu un vero e proprio voltafaccia da parte della Ssic (Società svizzera impresari costruttori) che urtò tantissimi lavoratori. Lavoratori che già contavano di ritirarsi anticipatamente dopo più di 40 anni di duro lavoro sui cantieri. Antonio, 64 anni, uno della ventina di neo pensionati presenti alla conferenza stampa, ha confessato che fino a un mese fa non ci credeva ancora. «Dopo lo schiaffo padronale dell’anno scorso, che ci ha privati di 6 mesi di pensione anticipata, ero ancora diffidente. Ma da martedì prossimo, l’idea di non dover andare più in cantiere mi solleva», ci dichiara visibilmente soddisfatto. Questa sensazione di leggerezza e sollievo era palpabile praticamente in tutti i presenti. «Certo che gli ultimi mesi e settimane di lavoro sono state dure. Solo l’idea che comunque sarebbe stata una fatica a termine mi ha fatto andare avanti», racconta un altro muratore. Emilio, 63 anni, originario del Molise, è convinto che il pensionamento anticipato «è la prima cosa buona che abbiamo ottenuto dopo 50 anni di lavoro. Finalmente ci godiamo un meritato riposo». «Quello del pensionamento anticipato – ha spiegato Saverio Lurati, segretario cantonale del Sindacato edilizia e industria (Sei) – è una conquista eccezionale, in controtendenza rispetto alle recenti esternazioni di Couchepin e all’andamento delle riforme pensionistiche in atto in tutta Europa. E questo tipo di pensionamento flessibile va oltre il principio dell’Avs. Anche se è un pensionamento ponte che dura al massimo 5 anni (da 60 a 65 anni), garantisce il mantenimento del tenore di vita (circa l’80 per cento dell’ultimo stipendio. Ndr)». Il 1° luglio 2003 si può quindi scrivere a caratteri d’oro negli annali del sindacalismo svizzero. A partire da quel giorno tutti gli edili che hanno compiuto 63 e 64 anni potranno beneficiare di questa conquista che, progressivamente entro il 2006, sarà estesa a tutti i lavoratori dell’edilizia principale, della pavimentazione stradale e del granito che avranno compiuto 60 anni. «Naturalmente – ha ricordato Lurati – il nostro obiettivo è quello di estendere a tutti i lavoratori dell’edilizia, comprendendo quindi anche l’artigianato dell’edilizia (gessatori, pittori, falegnami, elettricisti, idraulici, ecc...), il pensionamento anticipato. E il prossimo passo interesserà il rinnovo del contratto dei pittori». In Romandia i sindacati di settore ci sono già riusciti. Lì, infatti, vige un contratto collettivo leggermente diverso dal resto della Svizzera. Esso comprende anche tutte le altre professioni dell’edilizia e dal 1° gennaio del 2004 sarà possibile ritirarsi dal lavoro a partire da 62 anni per tutti. Alcuni dei lavoratori presenti hanno espresso la loro soddisfazione nei confronti del sindacato per l’importante traguardo raggiunto e allo stesso tempo il rammarico per non averlo ottenuto prima «ma meglio tardi, che mai», ha fatto notare pragmaticamente un lavoratore della Val Vigezzo. Il Sei, artefice della battaglia che ha portato alla conquista di questo meritato successo, ha organizzato un pranzo a cui hanno partecipato tutti i neo-pensionati. Non era difficile scorgere nei loro fisici i segni della fatica e nei loro occhi la felicità di assaporare il piacere di diventare dei pensionati relativamente giovani: un modo per brindare alla faccia di Pascal Couchepin!

Pubblicato

Venerdì 27 Giugno 2003

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