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Sotto la superficie

di

Christian Marazzi
Tony Blair non mi ha mai veramente entusiasmato, lo confesso. Certamente stravincerà, oltretutto con la benedizione del Financial Times, e grazie ad un partito conservatore del tutto impotente di fronte ad un governo social-liberista senza precedenti. Tant’è, così va il mondo. Ma se c’è una cosa che mi risulta particolarmente difficile da digerire è l’entrata degli sponsor privati nelle scuole pubbliche durante la prima legislatura blairiana. Avevo letto una cosa del genere nel bel libro di Naomi Klein, Nologo, da poco pubblicato da Baldini & Castoldi. Nel capitolo dedicato al "branding dell’istruzione" (annunci pubblicitari nelle scuole e nelle università), l’Autrice descrive l’entrata della Nike, della Microsoft, della McDonald’s o della Pizza Hut, nelle scuole superiori americane, ultimo atto di quella colonizzazione degli spazi pubblici da parte del mercato che ha trasformato strade, mass media e telefonini in laboratori commerciali dell’immaginario collettivo. "Ancor più importante dei principi — scrive Naomi klein — in qualche modo antiquati, della "pura" educazione e della "pura" ricerca, ciò che è andato perduto mentre le scuole si comportavano come se fossero aziende è l’idea stessa di spazio privo di pubblicità. Per molti versi, nella nostra cultura le scuole e le università rappresentano lo spazio pubblico e la responsabilità collettiva […] Sono il solo luogo rimasto in cui i giovani possono sperimentare una vita realmente pubblica". Si sa che negli Stati Uniti la politica del marchio pubblicitario, la sua arroganza e ipocrisia, oltre a contribuire all’aumento vertiginoso della cifra d’affari delle grandi corporations, ha funzionato da palestra di fitness di quel "popolo di Seattle" che puntualmente rompe le scatole ai poteri forti del capitalismo globale e ai loro raduni semestrali. Ma che la moderna socialdemocrazia di Tony Blair, che tanto si riempie la bocca di buoni propositi per il futuro della scuola inglese, non faccia nulla per tenere ben distinte la sfera pubblica da quella privata, non può che suscitare qualche perplessità. È vero che da noi, forte del 75 percento di no al finanziamento delle scuole private, il governo si accinge a costruire due case di correzione per ragazzi difficili. Un vero successo per chi crede, e in tal senso ha votato, che molta gente ha difficoltà proprio a causa della privatizzazione degli spazi pubblici. Sono questi i risultati di virtuose alleanze incrociate? La sinistra, se ancora vuole esistere, farà bene a non illudersi troppo delle contraddizioni interne al fronte nemico. Per quanto mi riguarda vale una seconda volta l’adagio dello scrittore indonesiano Mangunwijaya : "Puoi non vedere ancora nulla in superficie, ma sottoterra il fuoco già divampa".

Pubblicato

Venerdì 8 Giugno 2001

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