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Sogno all'incontrario

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Ho fatto un sogno, un sogno all'incontrario. Ho sognato che tutto quello che andava male andava bene e tutto quello che andava bene andava male... Andava quasi tutto bene! Ai semafori c'erano ancora i marocchini. La gente si fermava e gli lavava gli occhiali. E i marocchini gli davan due o tremila lire, ma il denaro non aveva valore Ho sognato che l'Aids si prendeva quando non si scopava che quando i figli tornavano a casa troppo presto la sera i genitori dicevano: "Ma sei già qui? Ma mi vuoi morire vergine? Dài, riesci!”. Era un sogno dove io volavo volavo volavo volavo e dall'alto vedevo la Svizzera e la Svizzera nel sogno all'incontrario era uguale perché il contrario di neutro è neutro e lì c’erano i poliziotti che rubavano ai richiedenti l’asilo. Era un sogno perfetto, dove in via Montenapoleone a Milano sfilavano modelle americane basse e intelligenti. Sui muri non c'erano spiaccicate le pubblicità dei Benetton perché spiaccicati sui muri c'erano i Benetton! Era perfetto, preciso, perfetto... (adattamento da “Sogno all’incontrario” di P. Rossi)

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Venerdì 21 Ottobre 2005

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