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Simon, folle di Dio

di

Libano Zanolari
Nulla è meno svizzero di Simon, malgrado il suo nome: Amman e quello del suo paese di origine - Unterwasser. Simon è un essere per la verità non soltanto alieno alla sua nazione ma alieno all’intera umanità, se per umanità s’intende quella attuale, istupidita dalla cultura hollywoodiana e dal trionfante mercato (di patacche). Simon è alieno: lo si capisce in un attimo. Il suo mondo non è il nostro. È il mondo ineffabile dei fanciulli, di una purezza assoluta: il mondo ineffabile dei folli di Dio del Medioevo. C’è un lampo di naturale magia nei suoi occhi, nei suoi gesti, nel suo sorriso. Amman si posa sulla terra come una libellula: la sua essenza è quella del colibrì più che quella d’un normale uccello, già troppo greve, troppo possessore dello spazio. L’ineffabile invece si fa possedere, trasportare dall’aria. Dall’aria? Forse da un nume sconosciuto dell’Olimpo che gli detta i tempi e la forma dello stacco, del volo e dell’atterraggio; che è dolce come il volo perché la terra va solo sfiorata, non colpita, l’impatto attutito. Nessun contrasto, nessuna rottura con ciò che esiste in simbiosi. La gravità non sembra esistere: viene paragonata allo spirito. Ecco: Simon non separa le sue visioni dal suo corpo che in teoria dovrebbe impedirle. È talmente straordinario che ha indotto i giornalisti sportivi, di solito banale, a dargli un soprannome calzante: Harry Potter. Il primo tentativo di mettere vestiti umani addosso a questa misteriosa figura avvenne quattro anni fa alla vigilia delle Olimpiadi di Nagano: qualificatosi all’ultimo istante, Swiss Olimpics gli prese le misure sbagliando tutto: le scarpe erano due numeri di troppo; i pantaloni inutilizzabili; la giacca trasformabile al massimo in mantello. Già: come vestire un mago? Ma siccome anche i maghi non possono presentarsi nudi alla cerimonia di apertura, Simon se li procurò dalla sua compagna di squadra, la fondista Silvia Honegger che gliene consegnò un paio di riserva. Non svegliarti, Simon, non scendere a terra… Ps1 Dalla casa d’Austria a quella d’Italia, passando per quella della Cina e della Russia, il cibo e il Vino o almeno i Salatini, sono offerti dallo Stato o da qualche ufficio turistico nazionale: a Salt Lake City Casa Svizzera presenta fondue, raclette e roesti: a pagamento e nemmeno a buon mercato: stumpfsinnig (ottuso). Ps2 Un tipo (tale L. Z.) circola sistematicamente con il berretto rovesciato nel centro stampa e Tv. Un alto dirigente rossocrociato lo squadra e dopo un po’ (obtorto collo) decide di dargli una mano: "forse non ti sei accorto ma mi permetto di dirti che hai il berretto a rovescio…" Totally true, totally Swiss! Ps3 Dal momento che Simon Amman è svizzero, Dio non si cura né di nazionalità né di passaporti: for sure (ma da bon!)

Pubblicato

Venerdì 22 Febbraio 2002

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