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Silvio, Angelino, Enrico e Matteo E chi se ne frega dell’Italia?

di

Loris Campetti

“Santo Dio, ma sei mio figlio, pianse e se lo strinse al cuor”. Così cantavano i Gufi, espressione magica del cabaret milanese di qualche decennio fa, raccontando il dramma di un neonato abbandonato dalla mamma con i due che, infine, si ritrovano sia pure l’una in veste di “dama ricca e sola” e l’altro in veste di ladro. Così, al momento del divorzio all’italiana, Silvio Berlusconi pronuncia la frase topica “ma sei mio figlio!” e Angelino Alfano non può che rispondergli “tu sei mio padre!”. Commovente. Incomincia così la fine del Pdl e hanno inizio due nuove (?) storie, Forza Italia e Ncd (Nuovo Centro Destra).


Se la destra italiana, con questo atto, si sia dimezzata o al contrario sia raddoppiata, lo scopriremo presto. Più che raddoppiata, triplicata, perché ci sono anche i Fratelli d’Italia di Crosetto, Meloni e Alemanno a coprire l’anima più sentitamente cameratesca con cui chiudere il cerchio. L’insieme non è un partito ma una costellazione, dove le stelle Alfano, Schifani, Cicchitto e Lupi difendono il pluricondannato Berlusconi dalla legge e da qualche vagito della politica ma vogliono salvare il governo delle larghe intese; dall’altra parte falchi, poeti e pitonesse che vogliono salvare solo Berlusconi e “a culo tutto il resto”, come canta Guccini nell’Avvelenata.


Destre di lotta e di governo, capaci fin dai primi vagiti di ricattare il Pd come e più di quando mangiavano tutti alla stessa greppia. L’atto di nascita delle vecchie e nuove destre si chiama Cancellieri, che si commuove per il destino cinico e baro della famiglia Ligresti finita in gattabuia e ripete in lunghe e frequenti telefonate una frase straordinaria in bocca a un ministro della giustizia: “Non è giusto”. Se ne deve andare, come chiedono oltre a Grillo tutti i pianeti del Pd in guerra tra loro per la conquista del partito? Macché, arriva Letta (Enrico, zio Gianni fa il premier ombra) e sulla Cancellieri pretende la fiducia a sé e al governo dai recalcitranti Renzi, Cuperlo e Civati. E Angelino porta a casa il risultato.


Le puntate della soap opera si fanno stringenti: mentre scriviamo si vota sulla mozione a cinque stelle contro la Cancellieri; il 27 novembre il Senato dovrebbe votare la decadenza di Berlusconi; l’8 dicembre si concluderanno le primarie del Pd che potrebbero ratificare, con la vittoria del sindaco d’Italia, lo scontro tra due (ex)democristiani, Renzi e Letta. Del resto, non sono (ex)democristiani anche Alfano e Formigoni, e sull’altro fronte Letta (Gianni)? E non lo sono (ex) i centristi alla Casini di cui si perdono le tracce?
E chi se ne frega dei 10 milioni di poveri, dei 5 milioni di analfabeti, delle fabbriche chiuse, delle isole svendute a miliardari neozelandesi, dell’Alitalia in caduta libera. La Politica è un’altra cosa. È quella cosa che festeggia la vittoria del Pd, decretata dalla maggioranza del 47% degli elettori lucani che non hanno disertato le urne.

Pubblicato

Giovedì 21 Novembre 2013

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