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Si vota nella nebbia

di

Gianfranco Helbling
Domenica finalmente ci si conta. Al termine di una brutta campagna elettorale la parola passa a dei cittadini e delle cittadine assai confusi. Di temi nel dibattito preelettorale non se ne sono quasi visti. Ha dominato la nebbia creata da chi il confronto sui temi lo temeva ed aveva tutto l'interesse a personalizzare la contesa. Abbiamo così vissuto una campagna per l'elezione del parlamento federale che si è trasformata in una campagna in vista del rinnovo del governo. Un assurdo, che ha ancora una volta dimostrato che quello che pretende di essere il più svizzero dei consiglieri federali è in realtà profondamente antisvizzero. Da domenica ogni voto in più all'Unione democratica di centro (Udc) sarà usato quale argomento per la rielezione di Christoph Blocher in Consiglio federale. E viceversa.
Eppure i temi non mancavano. Ma gli altri partiti non hanno saputo porli all'attenzione dell'agenda politica e mediatica. Si dirà che alla propaganda dell'Udc è assai difficile rispondere argomentando. È vero, i 15 milioni di franchi investiti dall'Udc dall'inizio dell'estate non sono serviti tanto a convincere gli elettori attraverso manifesti o inserzioni nei giornali, quanto piuttosto a creare il clima politico entro il quale ha avuto luogo il dibattito sia nei media che nelle istituzioni. Ecco perché i dibattiti sulla protezione ambientale, sulla politica energetica, sulla difesa del potere d'acquisto, sulla sicurezza sociale o sugli investimenti infrastrutturali sono stati del tutto marginali, soppiantati da qualche ignara pecora e da risibili teorie di complotto. Né gli altri partiti hanno fatto molto per lanciare dei temi che avessero la forza di imporsi all'attenzione delle elettrici e degli elettori. Emblematico nel suo disorientamento è ancora una volta il Partito liberale radicale (Plr), che crede che la preoccupazione principale delle svizzere e degli svizzeri di inizio millennio sia il tempo che impiegano a compilare la dichiarazione delle imposte.
Nemmeno a sinistra però c'è stata molta chiarezza di idee. I Verdi hanno puntato tutto sui temi ambientali, e hanno fatto bene visto che in questo ambito appaiono decisamente credibili. A provare ad inseguirli ci ha provato il Partito socialista svizzero (Pss), che proprio su quel fronte teme importanti emorragie. In realtà però è su un altro fronte che le cittadine e i cittadini vogliono che si muovano i socialisti, quello della tutela delle lavoratrici e dei lavoratori, della difesa della socialità, della pari dignità e delle pari opportunità per tutte e per tutti senza discriminazioni. Un fronte sul quale il Pss ha le migliori armi. Ma che in questa campagna elettorale ha preferito non presidiare.
È molto significativo come il conflitto sociale più importante di questi anni, quello accesosi con la disdetta del Contratto nazionale mantello dell'edilizia (Cnm), sia rimasto fuori dalla campagna elettorale, quasi che non interessasse la politica. E questo benché esso sia anche un banco di prova per i futuri orientamenti politici e sociali della Svizzera. E riveli molto bene quali siano le intenzioni di Blocher e dei suoi accoliti.

Pubblicato

Venerdì 19 Ottobre 2007

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