< Ritorna

Stampa

 

Si Rema ancora

di

Generoso Chiaradonna
La notizia della marcia indietro della Posta sul progetto Rema è da salutare, ovviamente, in modo positivo. La lotta e la mobilitazione di forze sindacali e politiche, quando è sostenuta anche dalla società civile, paga e risulta vincente. E questo è un primo insegnamento da trarre dalla vicenda Rema. Ma c’è qualcosa che nella soluzione di questa vertenza suona stonato. E lo si intravede già nella dichiarazione congiunta di vertici aziendali e sindacali: «Il progetto, basato su aspetti economico-aziendali e tecnologici, verrà rielaborato con il coinvolgimento dei sindacati». Cosa vuol dire una simile affermazione? Che in pratica si va a discutere di una ristrutturazione della Posta con i sindacati? Ma non è il ruolo delle organizzazioni dei lavoratori quello di ristrutturare, tagliare e suggerire licenziamenti. Una simile strategia in altri paesi è definita “concertazione”. Essa snatura, di fatto, il significato che noi abbiamo della pace del lavoro, che non vuol dire assolutamente immobilismo. Avere posizioni contrapposte è condizione necessaria perché si giunga a delle soluzioni attorno ad un tavolo. Concertare suona invece come accordo sottobanco e nella proposta della Posta si vede questo. Non vorremmo che ciò si trasformasse in una relazione pericolosa per il sindacato del settore e che a rivendicazioni successive gli venisse rinfacciato: «ma l’avete sottoscritto pure voi!». Sembra una banalità ma il sindacato deve fare quello che sa fare meglio: semplicemente il sindacato che difende i posti di lavoro dei salariati, non deve mettersi a fare il “manager”. Alla Posta, invece, tocca il ruolo di datore di lavoro serio e sociale, perché quella è la parte che gli è stata attribuita, rafforzata, tra l’altro, dalla sua natura pubblica. Le organizzazioni dei lavoratori del settore postale hanno già preso le cosiddette legnate sulla testa accettando di partecipare, in passato, a vari progetti di ristrutturazione aziendale. Basta ricordate i precursori di Rema che chissà per quale strano destino, la direzione del gigante giallo ha sempre battezzato con acronimi che in italiano suonano come una beffa: Optima, Soma, Rema… quale sarà il prossimo? È la tattica del salame: tagliare posti di lavoro lentamente, con l’avallo del sindacato, ma fino in fondo.

Pubblicato

Venerdì 29 Novembre 2002

Edizione cartacea

Leggi altri articoli di

< Ritorna

Stampa

Abbonati ora!

Abbonarsi alla versione cartacea di AREA costa soltanto CHF 60.—

VAI ALLA PAGINA

L’ultima edizione

Quindicinale di critica sociale e del lavoro

Pubblicata

Giovedì 30 Giugno 2022

Torna su

Editore

Sindacato Unia

Direzione

Claudio Carrer

Redazione

Francesco Bonsaver

Raffaella Brignoni

Federico Franchini

Veronica Galster

Mattia Lento

Indirizzo
Redazione area
Via Canonica 3
CP 1344
CH-6901 Lugano
Contatto
info@areaonline.ch
Inserzioni pubblicitarie

Tariffe pubblicitarie

T. +4191 912 33 80
info@areaonline.ch

Abbonamenti

T. +4191 912 33 80
Formulario online

INFO

Impressum

Privacy Policy

Cookies Policy

 

© Copyright 2019