Lavoro

Settore alberghiero e della ristorazione: lavoratori ancora insoddisfatti

Le parti sociali non sono riuscite a raggiungere un accordo sull'aumento dei salari minimi. Ricorso è stato inoltrato al tribunale arbitrale

Le trattative per un aumento dei salari minimi nel settore alberghiero e della ristorazione sono fallite. Dopo quattro tornate negoziali iniziate a marzo, le parti sociali del Contratto collettivo nazionale di lavoro (CCNL) del settore si sono arrese. In un comunicato stampa congiunto, i rappresentanti dei lavoratori - Hotel & Gastro Union, Unia e Syna - deplorano il fatto che le associazioni dei datori di lavoro GastroSuisse, HotellerieSuisse e Associazione svizzera della ristorazione si siano rifiutate di concedere aumenti salariali dignitosi. «Chiedevamo l'adeguamento dei salari all'aumento del costo della vita (+1,4%) e 100 franchi in più al mese», spiega Mauro Moretto, co-responsabile del settore terziario di Unia, che ha precisato come di recente – a titolo indicativo – è stato effettuato un sondaggio nel settore per verificarne le condizioni salariali. «Il sondaggio ha rivelato che nel 2023 e nel 2024 gli stipendi di tre quarti di coloro che hanno risposto non sono aumentati». Ciò non basta, però, per influenzare l'atteggiamento delle organizzazioni dei datori di lavoro, malgrado pure l'ottima salute economica di cui gode il settore.

 

Salari reali in calo dal 2017

«Sebbene il 2023 sia stato un anno record in termini di pernottamenti e anche il 2024 si preannunci come un anno eccellente, i datori di lavoro non intendono pagare a tutti i dipendenti un salario dignitoso, né aumentare i salari minimi. Questo rifiuto viene giustificato con il fatto che non tutte le 30.000 strutture interessate stanno approfittando della buona congiuntura economica», aggiunge Mauro Moretto, sottolineando come sia comunque vero che esistono imprese meno redditizie. Tuttavia, questa situazione non dovrebbe pesare sui circa 250.000 dipendenti coperti dal CCNL i cui salari – per il sindacalista – sono bassi. Questi vanno infatti dai 3.666 franchi lordi per il personale non qualificato fino ai 5.225 franchi per coloro che hanno superato un esame professionale. A causa dell'inflazione, dell'impennata dei premi di cassa malati e dell'aumento degli affitti, per il sindacalista di Unia molti dipendenti subiscono da anni una perdita di potere d'acquisto. «Secondo l'Ufficio federale di statistica, dal 2017 i salari reali nel settore alberghiero e della ristorazione sono in continuo calo». Un calo dei salari reali che non è estraneo alle ricorrenti carenze di personale e alla mancanza di nuove assunzioni in questo settore professionale.

 

Il verdetto è atteso per ottobre

«I dirigenti stanno nascondendo la testa sotto la sabbia e hanno perso ancora una volta l'opportunità di inviare un segnale positivo ai dipendenti». I sindacati, ora, ripongono le loro speranze nel tribunale arbitrale del Contratto collettivo nazionale di lavoro, l'organo che dovrà pronunciarsi sui salari minimi del 2025. «Abbiamo sottoposto la questione al tribunale a fine giugno. Contiamo su una risposta entro fine ottobre, in modo da poter presentare una richiesta di proroga del carattere vincolante dell'accordo, che scade a fine anno. Confidiamo di ottenere un verdetto e di rispettare la scadenza», ha concluso il sindacalista.



Articolo originale pubblicato da Evénément Syndical, traduzione e adattamento Federica Bassi

 

Fotografia Thierry Porchet

Pubblicato il

09.07.2024 15:07
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