È proprio vero che non tutte le crisi economiche vengono  per nuocere. Vorrei sottolineare almeno un aspetto positivo che sta emergendo da quella attuale. La speranza è però che incarni una vera svolta duratura e non una misura contingente temporanea. Allora, non è magnifica l'idea di aumentare le ore settimanali di lavoro mantenendo lo stesso stipendio? Una trovata sottile, raffinata. Un taglio brutale e lineare degli stipendi sarebbe barbaro, sconveniente, soprattutto indigesto. Ma così, si produce di più a costi minori. Ci facciamo un po' più vicini a quel formidabile concorrente chiamato Cina. Geniale, no? Quasi diabolico. L'importante è non rinunciare a questa fondamentale conquista padronale una volta passata la buriana. L'essere umano è adattabile, manteniamo vivo lo spettro della crisi e continuiamo per un buon tratto con la settimana lavorativa più lunga e vedrete che i lavoratori si faranno il fiato come i maratoneti. Una volta oltrepassata la soglia psicologica delle 40 ore settimanali, ogni ulteriore dilatazione dei tempi di lavoro arriverà in maniera naturale, spontanea. Quindi sarebbe poi peccato tornare indietro a ritmi più soft. Non fa bene a nessuno impigrirsi: all'impiegato che diventa abulico, insoddisfatto e neppure al capo d'impresa che vedrebbe calare i propri profitti.
E non si contano i vantaggi dal profilo sociale. Ora vi spiego perché una società più operosa è più tranquilla e sana. Un lavoratore opportunamente fiaccato non si perde nel gorgo senza uscita degli aperitivi, va dritto filato a casa possibilmente a dormire. Quindi non beve, non litiga, niente risse. L'unico problema sarebbero i poliziotti annoiati.
Il lavoratore opportunamente sfiancato diventa una persona migliore anche nel privato: troppo stanco anche per far questioni con la moglie o per alzare le mani sui figli. Un obiettivo adesso ancora utopico: diminuzione delle liti familiari, crollo dei divorzi. Meglio anche per la salute: meno alcool, meno fumo, meno sport (con tutti i rischi correlati di farsi male).
Vorrei inoltre sottolineare gli effetti positivi pecuniari dell'aumentato carico lavorativo. Analizziamoli dal punto di vista delle finanze private. Più lavoro significa meno tempo libero dunque un risparmio sicuro di soldi che altrimenti verrebbero spesi in inutili e costosi hobbies. Uno dovrebbe arrivare alla conclusione lucida che il miglior passatempo è il proprio lavoro. Il cantiere è una palestra, il giardinaggio viene meglio sui latifondi coltivati che su un orto striminzito, un computer vale un cinema, la fabbrica è il paradiso del bricolage, la mensa aziendale è il miglior ristorante, una classe scolastica è una famiglia monoparentale allargata, eccetera. Ce n'è per tutte le professioni. Ognuno deve imparare a guardare alla propria in questa giusta prospettiva.
Alla fine, se vogliamo essere davvero lungimiranti e onesti fino in fondo, cosa dobbiamo rispondere alla seguente domanda: ma il sabato e la domenica liberi ci servono veramente?

Pubblicato il 

07.10.11

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