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Sepp Blatter e la pornografia nel calcio

di

Libano Zanolari
Diavolo di un Sepp! Attingendo a piene mani dal “Capitale” di K. Marx (lo sapeva?) ha sparato ad alzo zero con il suo “Sturmgewehr” contro il mondo del calcio di cui è per altro sommo sacerdote nonché mondano cerimoniere; e per farlo non ha scelto l’Oberwalliser Boote ma il Financial Time di Londra. È andato nel tempio del capitale e ha preso a calci i mercanti. La Gazzetta dello Sport lo definisce Sepp “Che” Blatter. Un articolo del genere oggi si legge al massimo sul cubano Granma e non nella pagina dello sport. Vedere per credere. 1. Nel calcio vige la regola del capitalismo selvaggio, da “Far West”. 2. I vertici sono scalati da gente che ha poca esperienza e poco interesse per questo gioco, ma che investe cifre “pornografiche” (!) di denaro e che usa lo sport per altri scopi. 3. È indecente che un giocatore guadagni 8-10 milioni di euro l’anno. Per di più certi campioni semi analfabeti indotti dai loro procuratori ricattano le società e le mandano in fallimento. 4. Ne consegue che il mondo del calcio si divide in “grandi” e “piccoli”. Questi ultimi si battono con le lance contro testate nucleari e si sa già in anticipo chi vincerà! Che il colonnello vallesano si sia ispirato alle recenti e tutt’ora in corso guerre imperiali? Comunque sia, basta e avanza. Il quadro è completo. La conversione dell’ex centravanti di sfondamento del Visp e del Sierre, diventato commensale di papi e re, al marxismo è clamorosa, anche se involontaria. Forse ha confuso con le sacre Scritture le quali affermano sia più facile che un cammello passi per la cruna di un ago piuttosto che un ricco ascenda al paradiso. E tra denaro “sterco del demonio” e “somme pornografiche”” che girano nel calcio (che sia riciclaggio?), la differenza sta nella quantità piuttosto che nel fetore. A Blatter ha risposto il vecchio filibustiere dello sport Franco Carraro: «Nessuno punta la pistola alla tempia di un presidente e lo obbliga a versare certe cifre». Vero, ed arriviamo al nodo: la previsione del “Barba di Treviri” K. Marx non si è avverata. I vari Abrahmovic, Glazer, Berlusconi e Agnelli non si sono sbranati fra loro ma hanno anzi stretto un alleanza formando il G-14 che raduna i club più ricchi per spartirsi la torta fra di loro. Sepp Blatter e la Fifa assieme all’Uefa rappresentano lo “stato” del calcio e vorrebbero ridistribuire parte della ricchezza prodotta per far vivere l’intero movimento. Ne abbiamo un chiaro esempio con il Thun (Who is it?) che ha incassato 6 milioni (quasi un’intera gamba di Del Piero). Ma i ricchi di questi tempi non mollano più nulla: sono pornografici nella loro avidità: Sepp dixit. Ogni tanto persino i ricchi e i potenti nelle loro lotte di potere hanno bisogno di un pizzico di socialismo…

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Venerdì 21 Ottobre 2005

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