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Semplicità, trasparenza, equità

di

Martino Rossi
Semplicità, trasparenza ed equità sono obiettivi opportuni per la riforma di una sicurezza sociale ecccessivamente complessa e opaca nel funzionamento e negli effetti distributivi (chi paga e chi riceve). La Conferenza dei direttori della sanità ritiene di perseguire questi obiettivi con la sua proposta di esentare tutti i minorenni dai premi dell’assicurazione malattia: soluzione semplice per sgravare le famiglie, trasparente per gli assicurati, equa perché introduce una nuova solidarietà intergenerazionale dai meno giovani ai più giovani. Apprezziamo ma dissentiamo. Il punto debole è il seguente: i milioni che mancheranno alle casse malati non saranno compensati con trasferimenti di risorse fiscali (imposte proporzionali o progressive al reddito), bensì con l’aumento dei premi di tutti gli adulti, che sono identici per tutti e incidono di più sui bassi redditi. Disoccupati senza figli, giovani precari, anziani, lavoratrici e lavoratori di mezza età senza figli o con figli maggiorenni saranno penalizzati a favore di tutte le famiglie con figli minorenni, ricche e povere. Non c’entra, in questo caso, la solidarietà intergenerazionale. Si tratta piuttosto di “equità orizzontale”, come per gli assegni di base per i figli (chi non ne ha o ne ha pochi paga per chi ne ha, o ne ha di più), ma con una differenza importante: le quote che i datori di lavoro versano per gli assegni per figli sono proporzionali al reddito, non identiche per ricchi e poveri come i premi delle casse malati! Vi è dunque un deficit di equità distributiva (dai ricchi ai poveri). Si dice che ciò viene corretto dai dispositivi per alleviare i premi degli adulti a basso reddito: prestazioni complementari per gli anziani, sussidi per i premi dell’assicurazione malattia per gli altri. Grazie tante, ma dove vanno a finire gli obiettivi di semplicità e trasparenza? I genitori con figli minorenni e con redditi elevati e medi non pagano più i premi dei figli, ma poi devono versare più imposte per finanziare le Pc e i sussidi ai premi (complessi da erogare). E poi vi sono 26 regimi cantonali per i sussidi: ciò crea disparità di trattamento fra cantoni e, quindi, un deficit di “equità territoriale”. Insomma, l’ennesima proposta nel settore dell’assicurazione malattia, al di là delle apparenze, non appare molto semplice, né trasparente, né equa. Un correttivo fondamentale ci sembra necessario, praticabile (premessa la volontà politica) e davvero semplice. I premi dei minorenni vengono semplicemente “fiscalizzati”: la Confederazione dovrebbe versare alle casse malati i premi non più pagati dalle famiglie per i loro figli minorenni. Più semplice che esentare i minorenni, aumentare i premi degli adulti, versare contributi federali ai cantoni, erogare contributi cantonali agli adulti con bassi redditi…

Pubblicato

Venerdì 17 Settembre 2004

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