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Se la legge va ai saldi

di

Gianfranco Helbling
La violazione degli orari di apertura dei negozi a Maggia da parte delle filiali locali di Migros e Coop potrebbe essere un fatterello di cronaca locale su cui non val la pena spendere troppe parole. Prima Migros e a ruota Coop hanno deciso di tener aperti i rispettivi negozi di Maggia ogni giorno per mezz'ora in più, fino alle 19, per tutta l'estate (cfr. pag. 9). Per quella che è una palese violazione della legge, Migros ha avuto una spiegazione sconcertante: «ci siamo sbagliati, pensavamo che Maggia fosse una zona turistica, dove d'estate si possono prolungare gli orari d'apertura». Una spiegazione per nulla credibile: un'organizzazione come Migros sa perfettamente quali sono le zone turistiche e quali non lo sono.
Il fatterello di cronaca locale senza troppa importanza termina dunque qui. Perché un fatterello senza troppa importanza sarebbe stato se a disattendere le norme sugli orari d'apertura dei negozi fosse stata la macelleria o la bottega del paese. Ma in questo caso sono stati i due colossi svizzeri per eccellenza del commercio al dettaglio a decidere coscientemente di forzare la mano e di violare la legge, speculando magari sul fatto che a Maggia nessuno l'avrebbe notato. Sono metodi inaccettabili in uno Stato di diritto nel quale il partenariato sociale funziona ancora. E dire che qualche anno fa temevamo come la peste bubbonica l'arrivo in Svizzera ed in Ticino degli spregiudicati superdiscounter tedeschi Aldi e Lidl…
Questa violazione della legge, grave in quanto chiaramente deliberata, getta però anche un'ombra preoccupante sulla già travagliata nuova Legge cantonale sugli orari d'apertura dei negozi, che da qualche mese balbetta in commissione. Con quale spirito infatti ci si può mettere al tavolo delle trattative a discutere di nuove leggi quando di fronte si ha dei partner che coscientemente le leggi le violano? Quanto reggerà alla prova dei fatti, se discussa ed elaborata con questi partner, una nuova Legge sugli orari d'apertura prima che questi stessi partner si mettano nuovamente e violarla, invocando sempre nuovi ed originali bisogni della clientela? Per trattare occorre fiducia nella controparte: quanto fatto da Migros e Coop a Maggia non aiuta i sindacati ad averne, e non dovrebbe aiutare neppure i parlamentari che stanno lavorando alla nuova legge.
Si potrebbe obiettare che è la storia stessa degli orari d'apertura dei negozi ad essere piena all'inverosimile di illegalità, in parte poco represse, in parte esplicitamente avallate. Vero. Ma vogliamo ancora credere che il rispetto della legge democraticamente accettata sia uno dei pilastri fondamentali non solo del nostro Stato di diritto, ma anche dell'affidabilità del sistema economico svizzero. Un'affidabilità che ha contribuito non poco al benessere di questo paese. Su questi principi sarebbe bene non scherzarci troppo.

Pubblicato

Venerdì 31 Agosto 2012

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