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Se il predatore è in casa

di

Maria Pirisi
L’allontanamento dal domicilio dell’autore della violenza fisica o psichica è una misura che presto potrebbe entrare in vigore anche in Ticino. Il Consiglio di Stato (Cds) propone di introdurla attraverso la modifica della Legge cantonale sulla polizia. In Ticino, dal 1° gennaio al 29 novembre 2005, la polizia ha registrato ben 354 interventi per casi di violenza domestica. Un numero enorme, se si pensa che in molti casi le vittime hanno paura di rivolgersi alle autorità per paura di ritorsioni da parte dell’aggressore. E ben 110 sono state le denunce per reati perseguibili d’ufficio. Sono questi i dati allarmanti segnalati dal tenente Giorgio Galusero della Polizia cantonale che fa parte dello speciale gruppo di lavoro istituito dal Consiglio di Stato nel maggio 2005 per l’elaborazione di una corretta ripartizione dei compiti da affidare ai diversi corpi di polizia. A lui, che opera direttamente sul terreno e che da tempo segue da vicino il problema della violenza domestica, abbiamo chiesto come la polizia si sta preparando per quando, e se, la nuova normativa verrà approvata dal Gran consiglio. Tenente Galusero, com’è la situazione in Ticino per quanto concerne i casi di violenza domestica? Sicuramente preoccupante. Siamo di fronte ad un aumento dei casi. Come Polizia cantonale, dal 1° aprile 2004 – in coincidenza con l’entrata in vigore della modifica del Codice penale svizzero (Cp) che ha reso perseguibili d’ufficio i reati violenti commessi nell’ambito del matrimonio e del partenariato – abbiamo cominciato a monitorare le richieste d’intervento e da allora al 31 dicembre 2004 ne abbiamo registrate 275. Richieste che si sono moltiplicate nel corso di quest’anno [vedi cappello, ndr] e che indicano come urgenti ulteriori misure che permettano interventi d’autorità più incisivi quali, appunto, l’allontanamento dell’autore della violenza dal domicilio. Da non dimenticare comunque che i dati a disposizione si riferiscono solo a storie che, in un modo o nell’altro vengono allo scoperto, mentre sono ancora molte, purtroppo, le donne che subiscono in silenzio e non chiedono aiuto. Al contempo però è interessante osservare come, con le nuove disposizioni del Cp in materia, sempre di più assistiamo a segnalazioni di casi di violenza provenienti da terzi, vale a dire da vicini o altre persone esterne al conflitto. Se l’allontanamento dal domicilio dell’autore della violenza diverrà legge voi sarete impegnati anche su questo fronte. Come vi state preparando a questo nuovo tipo d’intervento ? Premetto che da tempo per il problema della violenza domestica la Polizia collabora con le Unità d’intervento regionale (Uir) – nell’ambito della Legge sull’assistenza alle vittime (Lav) – e con i consultori del Cantone. Ma nel caso specifico ci stiamo preparando facendo tesoro anche dell’esperienza già maturata nei cantoni dove questa norma è già entrata in vigore, cantoni come Neuchâtel o San Gallo (che è stato il primo ad introdurla) con cui abbiamo degli stretti contatti. Di recente, ad esempio, abbiamo ospitato il responsabile della polizia di San Gallo per la violenza domestica che ci ha spiegato quali sono le modalità del loro intervento ed il perché abbiano deciso di creare uno speciale gruppo di cinque agenti che si occupa solo del problema della violenza domestica. Per noi sarà difficile disporre di un’unità del genere preposta esclusivamente a tale compito vista la nostra carenza di personale ma stiamo comunque adoprandoci per arrivare il più preparati possibile qualora la nuova misura venga accolta. Quando intervenite vi trovate di fronte a situazioni delicate e complesse. Sono previsti dei corsi ad hoc che vi forniscano gli strumenti di cui necessitate? Molte cose in questo senso sono cambiate nella preparazione degli agenti. Ora disponiamo di corsi di perfezionamento che ci aiutano a capire meglio come comportarci. La prossima scuola reclute, che comincerà nel gennaio 2006, contempla proprio delle ore di lezione sulla violenza domestica in cui si spiega come trattare la vittima e l’autore della violenza. La formazione continua, che permea la nostra attività, è stata intensificata anche in questo ambito e posso dire che è cresciuta la sensibilità degli agenti verso questo problema. Chi sono le vittime della violenza domestica per cui siete finora intervenuti? Solo donne oppure anche minori o altri? Si tratta quasi esclusivamente di donne, solo in qualche caso isolato la vittima è un uomo. Visto che le vittime sono prevalentemente delle donne, per questo tipo d’intervento sono previste delle figure femminili di ufficiali di polizia? Della prossima scuola reclute faranno parte ben 16 donne e sicuramente la loro presenza potrà in futuro essere determinante nel miglioramento della qualità d’intervento. Quali sono le difficoltà a cui dovete far fronte in questo tipo d’intervento? La difficoltà maggiore la si incontra soprattutto quando si deve interrogare la vittima del reato: in molti casi la donna, quando capisce che il proprio partner sarà denunciato al ministero, viene assalita dalla paura e comincia a ritrattare. Sono reazioni normali e ci vuole molta comprensione e tatto per tranquillizzarla e convincerla che sarà protetta. Ritiene che la nuova norma vi aiuterà a svolgere meglio il vostro lavoro? Sicuramente ci permetterà d’intervenire con più determinazione. Ma l’allontanamento dal domicilio dell’autore del reato comporterà al contempo una messa in campo maggiore di forze che, come ho già detto, sono già risicate al momento. Il problema non sarà l’allontanamento in sé ma il verificare che la persona allontanata non tenti – con una scusa o con l’altra – di far ritorno dalla/dal partner. Finora, purtroppo, sono quasi sempre le vittime [nel Ticino nel 2005 ben 46] che, per paura, preferiscono abbandonare spontaneamente la casa rifugiandosi da una parente oppure presso le case protette esistenti nel Cantone. In futuro, con la nuova normativa, forse le donne, le vittime in.genere, sentendosi più protette non dovranno più cercare riparo fuori dalle loro mura domestiche. box Poco più di una settimana fa il Cds ha dato luce verde al Dipartimento delle istituzioni a porre in consultazione il progetto di revisione della Legge sulla Polizia. Fra le modifiche previste anche l’adozione di misure ulteriori che possano garantire meglio la protezione alle vittime della violenza domestica, nella quasi totale maggioranza donne. Secondo quanto previsto dalla proposta contenuta nel progetto del messaggio, l’ufficiale di Polizia può decidere di allontanare per dieci giorni una persona dal suo domicilio, nonché vietargli l’accesso a determinati locali e luoghi, qualora rappresenti un serio pericolo per l’integrità fisica, psichica o sessuale di altre persone della stessa comunione domestica. Una misura questa, già adottata in altri cantoni quali Neuchâtel, Appenzello esterno e San Gallo, e che viene a completare le misure della Confederazione nell’ambito del diritto penale e civile.

Pubblicato

Venerdì 2 Dicembre 2005

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