Sarebbe auspicabile che i socialisti diventassero il partito più forte della Svizzera. Non basta però rivendicarlo con ostinazione come fa il presidente Hans-Jürg Fehr. È quindi plausibile, per chi guarda da fuori, la critica del Consigliere nazionale dimissionario Franco Cavalli che rimprovera il suo partito di essere mentalmente pigro. Tuttavia questa accusa si ritorce contro l'ex consigliere nazionale: Cavalli infatti non ha dimostrato di essere innovativo quando, dopo la sconfitta dell'iniziativa per una cassa malati unica di alcuni anni fa, caldeggiava una seconda edizione della cassa unica senza una chiara prospettiva di risparmio. Neanche i due terzi dei socialisti hanno sostenuto l'iniziativa bocciata da oltre il 70 per cento del popolo. Non giova affatto al prestigio del Pss incassare tali disfatte. Evidentemente i socialisti non devono essere opportunisti e sostenere delle proposte solo se sono sicuri di vincere la votazione popolare. Era quindi necessario, poiché erano in gioco il diritto d'asilo e i diritti dell'uomo, opporsi alla legge sull'asilo anche se la sconfitta era prevedibile.
È pure vero che il Pss ha avuto successo in diverse votazioni popolari all'inizio della legislatura,basti pensare ad "Avanti più", al pacchetto sugli sgravi fiscali e alla riforma dell'Avs. I socialisti sono bravi a far bocciare delle proposte se vengono considerate squilibrate o antisociali da cittadine e cittadini anche al di fuori della sinistra. Non riescono, però, a far passare le loro proposte (com'è stato il caso con la cassa malattia unica).
L'ottimismo in vista delle elezioni nazionali ostentato dal presidente del Pss ha subìto un duro colpo con il tracollo dei socialisti nelle elezioni cantonali a Zurigo. È ora di rendersi conto che qualcosa non funziona come dovrebbe. L'obiettivo di diventare il partito più forte diventa irraggiungibile senza una grosso sforzo congiunto della base e dei dirigenti cantonali e federali. I socialisti devono comunicare in modo credibile cosa significhi concretamente una Svizzera sociale, senza troppi squilibri, una Svizzera aperta ed ecologica.
Li aiuta, involontariamente, il governo. Che cosa ha fatto? Ha deciso contro le importazioni parallele, contribuendo così a mantenere la Svizzera un'isola dei prezzi alti; tale scelta ha reso possibile che la brillante Doris Leuthard, una volta entrata in governo, abbia cambiato opinione sull'argomento. Poi il governo ha capovolto la sua decisione di non molto tempo fa e ora sostiene l'iniziativa popolare dei liberali che limita drasticamente il diritto di ricorso delle organizzazioni ambientaliste. Mentre il parlamento sta per fissare in una legge il mantenimento del prezzo unico per i libri il governo ha decretato, in accordo con la Commissione della concorrenza, lo scioglimento del cartello degli editori della Svizzera tedesca. Non capita spesso che il Consiglio federale, in poche settimane, faccia degli errori così grossolani e dia ai socialisti la possibilità di profilarsi con soluzioni alternative. Il Pss deve quindi far capire ai cittadini che si batte in favore delle consumatrici e dei consumatori, in favore del rispetto dell'ambiente anche quando si costruisce per l'economia e in favore della cultura smorzando le regole del libero mercato per evitare che librai e editori sprofondino in una crisi. Il messaggio è chiaro: una sinistra più forte garantisce meglio il bene comune.

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11.05.07

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