È incredibile come si dimentica velocemente il passato. Si dimenticano gli errori ma anche quanto c'era di buono ed è stato abbandonato per colpa di nuovi indirizzi di pensiero. Qualche secolo fa c'è stato un periodo particolarmente buio della storia dell'umanità che ha prodotto uno sciagurato movimento filosofico chiamato "Illuminismo". Altro che lumi! Era davvero necessario abolire la schiavitù? Il selvaggio era veramente buono? "Uguaglianza" e "fratellanza" non sono solo una rima insulsa?
Oggi vorrei però soffermarmi sul grave contraccolpo per l'economia generato dall'abolizione della schiavitù e sulla necessità della sua reintroduzione per uscire dalle secche della recessione.
Vi spaventa forse lo spostamento di interi settori produttivi verso paesi in cui la manodopera costa decisamente meno che da noi? Vorreste tenervi strette le vostre industrie? Vorreste rigiravi perplessi tra le mani molto meno prodotti "made in China"? Si può, non è un'utopia. Basta battere la concorrenza low cost con le sue stesse armi. Da loro il lavoro costa poco? Allora, facciamo che da noi non costi niente. Ci vogliono gli schiavi. Non dico che le nostre fabbriche dovrebbero far capo esclusivamente alla manodopera forzata, ma almeno in una percentuale tale da rendere davvero concorrenziale la produzione indigena. E poi non siamo mica disumani, un pagliericcio e un tozzo di pane non lo si negherebbe a nessuno. Questo sì che sarebbe un modo corretto e proficuo di intendere l'assistenza sociale.
Dove si recluterebbero gli schiavi?, obietteranno i soliti comunisti ottusi e disfattisti. Ci sono i carcerati, per esempio. È inutile tener lì le persone a Guantanamo a non far niente. Già che non li si processa che almeno gli si dia qualcosa da fare di utile. Ma anche da noi le prigioni non sono mica vuote. Poi ci sono quelli in assistenza, i disoccupati, i dipendenti pubblici, i docenti, i giornalisti… insomma tutte quelle persone notoriamente sfaccendate. In più ci metterei anche quelli che sostengono che soddisfano col lavoro la propria passione. Se si divertono non vedo perché debbano essere pagati. In più sarebbe davvero simpatico riorganizzare il mercato degli schiavi. Mi immagino, non so, il sabato mattina a Bellinzona. Che spettacolo pittoresco anche per i turisti ormai stufi di rimirare solo i soliti insaccati e formaggi dell'alpe. Finalmente si potrebbero portare a casa una persona in carne ed ossa invece delle solite bamboline di plastica con abitini folcloristici. Sì, forse d'estate ci sarebbe il problema degli schiavi abbandonati in autostrada ma vuoi che il buon Armando Besomi non se ne faccia carico?
Infine, visto il caro petrolio non vedrei male neppure la riapparizione delle galere che romanticamente solcavano i mari con la loro silenziosa e per nulla inquinante forza di trazione (e non dite che non mi interesso di problemi climatici). E così avremmo risolto anche il problema del trasporto delle merci. A quel punto quale concorrenza dovremmo più temere?

Pubblicato il 

27.06.08

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