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"Sani" da legare…

di

Libano Zanolari
La conferenza stampa del procuratore capo di Brescia Giancarlo Tranquilli e gli stralci delle intercettazioni telefoniche pubblicate da Repubblica il 6 giugno danno l’ennesima conferma di quanto molti giornalisti sanno ma non possono dire per mancanza di prove e per la grande omertà di tipo mafioso che protegge il mondo delle sport e le sue attività fraudolente. 1) I controlli sono in gran parte farseschi. Intanto perché nessuno vuol veramente colpire i grandi che con il loro nome attirano gli sponsor e fanno ruotare il circo. E poi perché quelli “a sorpresa”, come conferma il medico (Verzini) al direttore sportivo (Locatelli) «sono noti almeno con dodici ore di anticipo». Dodici ore nelle quali c’è tutto il tempo per i diuretici e le lavande gastriche; ecco perché al Giro d’Italia i ciclisti furono buttati giù dal letto al canto del gallo. In barba all’indignazione del direttore Cannavò, Candido di nome ma non di fatto: invece di scandalizzarsi avrebbe dovuto conoscere usi e costumi dei suoi polli. 2) I ladri (chi produce sostanze dopanti) sono sempre in vantaggio di mezza ruota sulle guardie (chi cerca di rintracciare l’intruglio): pertanto più che i controlli si temono gli errori di dosaggio e di “tempismo”. E ancora non si trova la sostanza usata a tappeto, in tutti gli sport, da grandi e piccini, professionisti e dilettanti: l’ormone della crescita (Gh), prima tolto dall’ipofisi di cadaveri di umani e di scimmie, ora sintetico. L’Università di Southampton annuncia ora di avere un sistema per rendere evidente, “detectable”, il Gh. Se il test sarà pronto (e omologato…) alle olimpiadi di Atene il prossimo anno i valori saranno stravolti: i campioni diventeranno vecchi ronzini e i mediocri semidei olimpici. Perché nel frattempo la scienza non avrà ancora trovato un prodotto in grado di sostituire il Gh (che persino i “profani” dotati di senso delle forme percepiscono: a parte mani e piedi, mutano visibilmente zigomi e mascelle). 3) Le scuse marce. Il giovane è cresciuto nella disonestà sistematica. Non abbiamo ancora sentito uno sportivo pescato con le mani nel sacco ammettere i fatti; dirà sempre che in buona fede ha assunto un integratore, una vitamina, una medicina, e presenterà un compiacente certificato medico che lo indica come asmatico (il 50 per cento dei ciclisti), debole e bisognoso di cure. Battuta tolta dall’intercettazione della Procura di Brescia: «diranno che hanno buttato fuori Garzelli per eccesso di ferro». «Si, per il ferro… È come quella di Simoni positivo per il dentista…». Barzellette. E infine per chi è forte di stomaco e non rischia il vomito, ecco la grande speranza: la modifica delle cellule. L’ingegneria genetica in grado di stimolare attraverso un virus la produzione di ormoni e globuli rossi: “undetectable”, impossibile da scoprire…

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Venerdì 13 Giugno 2003

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