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Salviamo i servizi consolari italiani

di

Dino Nardi
Ancora oggi è in atto la micidiale ristrutturazione della rete consolare italiana tra declassamenti e chiusure già iniziate a fine 2009 e che si concluderanno entro il 2011 (per la Svizzera dopo la chiusura di Coira ora è a rischio il Consolato Generale di Losanna). Una ristrutturazione che ha scatenato le proteste delle comunità italiane, sostenute dal Consiglio Generale degli Italiani all'Estero ed oggetto di numerose interrogazioni parlamentari degli eletti nella Circoscrizione Estero. Purtroppo quasi sempre senza successo poiché, è triste dirlo, questo governo, e lo stesso Sottosegretario con delega agli italiani all'estero, senatore Mantica, non hanno mai dimostrato di essere amici degli italiani all'estero.
Un grosso problema per gli italiani all'estero, che aggrava la precaria situazione economico-finanziaria della vicina Repubblica. Nonostante la crisi economica, ogni lobby esistente nel Paese, pur in presenza di manovre finanziarie lacrime e sangue, riescono quasi sempre a portare a casa qualcosa. Mentre il bilancio del Ministero degli affari esteri e i capitoli di spesa a beneficio degli italiani all'estero non sono mai stati difesi con fermezza da chi dovrebbe rappresentare nel governo gli emigrati italiani come accadeva anche in un passato recente, prima con il ministro Tremaglia e poi con il vice ministro Danieli. Ma tant'è! Tuttavia vediamo come si potrebbe comunque garantire un minimo di funzionalità dei servizi agli utenti della rete diplomatico-consolare.
1) Negli Uffici consolari rivedere il sistema di "call center", poiché esaspera gli utenti che, oltretutto, a loro spese ingrassano le compagnie telefoniche; in secondo luogo, non limitare a internet il sistema di prenotazione degli appuntamenti nei consolati poiché esclude una buona parte dell'utenza. 2) Risparmiare declassificando l'attuale rete consolare, evitando le chiusure, nelle aree ove sono presenti importanti comunità italiane le quali hanno più bisogno di servizi che di diplomatici. Privilegiare i Consolati ai Consolati Generali, le Agenzie ai Consolati.  La bontà di questa operazione l'abbiamo in diverse sedi consolari da tempo prive del console ma senza che vi siano problemi di funzionalità per i servizi. 3) Nelle Circoscrizioni molto ampie territorialmente utilizzare un funzionario itinerante per raccogliere le impronte digitali dei richiedenti il passaporto, come già sta avvenendo in alcune realtà. 4) Potenziare la rete dei Corrispondenti Consolari. 5) Ove si sia costretti a delle chiusure di Uffici, aprire degli Sportelli consolari 6) Estendere la rete degli Uffici Onorari i cui titolari siano disponibili a garantire,  gratuitamente, i servizi. 7) Valutare la possibilità di un maggior utilizzo di personale contrattista nelle sedi consolari, anche se già oggi su 5'031 impiegati i contrattisti sono 2'622 e cioè il 52 per cento. 8) Attuare l'articolo 11 della legge 152/2001 stipulando la convenzione Mae–Patronati. Una convenzione che consentirebbe un utilizzo migliore delle sinergie delle due reti erogatrici di servizi, vista la più diffusa presenza degli uffici di patronato rispetto alla rete consolare. D'altra parte è assurdo pensare all'utilizzo di Corrispondenti consolari e dei così detti "Totem" (ovvero postazioni internet collegate con la Rete consolare) per migliorare il servizio agli utenti e non coinvolgere le organizzazioni di patronato.

Pubblicato

Venerdì 28 Gennaio 2011

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