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Salariati "meritevoli"

di

Francesco Bonsaver
In questo autunno di trattative salariali tra padronato e sindacati si assiste ad uno scontro di principio sul salario al merito. È il caso della Migros che ha concesso per il 2007 degli aumenti di tipo individuale. È lo stesso obiettivo degli impresari costruttori.
Nell'edilizia lo scarto fra quanto rivendicato dai sindacati e quanto proposto dal padronato si è ridotto a poche decine di franchi. Ma è la formula con cui la Società svizzera degli impresari costruttori (Ssic) vuole concedere questi aumenti che ha portato all'interruzione delle trattative: dei 90 franchi proposti di aumento, la Ssic li vorrebbe suddividere in 50 franchi di aumento a tutti e 40 franchi da distribuire individualmente ai più "meritevoli". Altro fronte, la Confederazione. Settimana scorsa il consigliere federale Hans-Rudolf Merz ha comunicato di volere introdurre il salario al merito tra i dipendenti dell'amministrazione federale.
"Se uno lavora di più e meglio è giusto retribuirlo di più", dice il "buon senso comune". Perché opporsi allora? Intanto nulla impedisce ad un datore di lavoro di aumentare la paga al singolo lavoratore se lo ritiene meritevole. La questione assume però un'altra importanza nel caso di una negoziazione tra un datore di lavoro e un organizzazione collettiva incaricata di rappresentare l'insieme dei lavoratori e di difenderne gli interessi generali. Subordinare da parte padronale la concessione degli aumenti al diritto di definire per quali meriti l'aumento deve essere concesso e a chi, ha per obiettivo di dividere l'insieme dei dipendenti: si vuole stratificare i diritti dei lavoratori tra quelli più "meritevoli" e quelli che non lo sono secondo dei principi fissati dall'azienda. È un'operazione volta ad annullare il senso di appartenenza collettiva alla categoria dei salariati che ha degli interessi comuni e che mira invece ad individualizzare il rapporto di lavoro. Attraverso il salario al merito si vuole dunque frammentare la categoria dei salariati
Sui cantieri sarà più meritevole l'operaio sempre disponibile a fare gli straordinari e a lavorare sotto la pioggia e la neve o chi invece si oppone per salvaguardare il diritto ad un orario settimanale lavorativo decente o per preservare il diritto alla salute e alla sicurezza? Alla Migros l'aumento individuale al merito sarà dato alla venditrice disposta a lavorare tutti i festivi e le domeniche o alla dipendente che vorrebbe salvaguardare qualche momento da trascorrere in famiglia? Non è un caso che la Migros escluda dalle trattative i sindacati più rappresentativi: lo scopo è costringere la venditrice a difendere da sola i suoi diritti al cospetto del gigante arancione. Uno scontro impari. Il salario al merito è un subdolo strumento di ricatto per indebolire l'unità che fa la forza dei lavoratori e delle lavoratrici. L'obiettivo è un'atomizzazione degli individui che per impedirne la difesa collettiva dei diritti. Per questo bisogna opporsi.

Pubblicato

Venerdì 8 Dicembre 2006

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