Una 13esima rendita AVS è una misura necessaria, urgente, facilmente attuabile e finanziabile, mentre un nuovo innalzamento dell’età pensionabile sarebbe profondamente antisociale e metterebbe a rischio un’importante conquista come il pensionamento anticipato nel settore dell’edilizia e in alcuni rami dell’artigianato. Questa, in estrema sintesi, la posizione di vari comitati sindacali di Unia Ticino e Moesa riunitisi negli scorsi giorni per discutere delle cruciali votazioni federali del 3 marzo prossimo e formulare le relative raccomandazioni: sì all’iniziativa sindacale per una 13esima AVS e no all’iniziativa dei giovani liberali-radicali che chiede un rapido e progressivo allungamento della vita lavorativa a 66, 67 e oltre.

 

«In Svizzera, il potere d’acquisto delle pensionate e dei pensionati è in caduta libera», sottolineano all’unisono i Comitati delle due Sezioni Sottoceneri e Sopraceneri, ricordando come l’esplosione dei premi dell’assicurazione malattie, l’aumento degli affitti e il rincaro generale abbiano, dal 2021 a oggi, inghiottito l’equivalente di una rendita mensile. Di qui l’urgenza di dare una boccata d’ossigeno ai pensionati di oggi come a quelli di domani, concedendo una 13esima rendita AVS. «Una soluzione economica ed efficace a un’inedita crisi del potere d’acquisto, cui un paese ricco come la Svizzera ha il dovere e le possibilità di dare finalmente una risposta», è stato ricordato in diversi interventi.

 

Sull’altra iniziativa in votazione, denominata “Per una previdenza vecchiaia sicura e sostenibile”, si sono invece chinate le assemblee dei lavoratori dei rami professionali Posa pavimenti, Posa piastrelle e vetrerie, così come quelli delle Pavimentazioni stradali. «Un progetto di vero e proprio smantellamento sociale, che avrebbe gravi conseguenze sulla salute e sulla qualità di vita delle lavoratrici e dei lavoratori, in particolare quelle e quelli che svolgono i mestieri più duri e usuranti», si sottolinea in una presa di posizione in cui si ribadisce la necessità di battersi per un diritto sacrosanto come quello, dopo una vita di fatiche, di andare in pensione in buona salute e di mantenerla il più a lungo possibile. E si ricorda anche come un’accettazione dell’iniziativa rimetterebbe in discussione pure il diritto al prepensionamento, introdotto nei decenni e negli anni passati prima nell’edilizia e poi in altri rami dell’artigianato (come per esempio quelli della pittura e dei gessatori) dopo tante lotte.

 

In vista dell’appuntamento con le urne del 3 marzo, la base sindacale lancia dunque un appello a tutte le colleghe e a tutti i colleghi di tutte i settori e di tutti i rami professionali e all’intera cittadinanza a sostenere fino all’ultimo giorno la campagna sindacale in favore di una 13esima rendita AVS e contro l’iniziativa dei giovani liberali-radicali. E a depositare nell’urna un chiaro sì alla prima e un chiaro no alla seconda.

Pubblicato il 

09.02.24

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