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Ripartire dal 6 aprile

di

Adriano Agustoni
È stata una campagna elettorale che ha evidenziato i due volti del Ticino. Uno, quello tristemente noto, ha messo in evidenza una volta di più gli sfregi inferti alla dignità del nostro Cantone da chi fa dell’ingiuria, dell’odio e della volgarità del proprio essere gli strumenti con cui affrontare gli avversari politici e con cui sostenere i propri luridi interessi. Il tutto nel silenzio spesso subdolamente compiaciuto di una parte della classe dirigente ticinese: una potente minoranza, avida e mediocre che nel potere ha individuato l’unica possibile foglia di fico per coprire la propria evanescenza culturale e politica. Quella stessa evanescenza che rende impossibile ogni sostanziale allontanamento dallo stile e dai modi violenti e inurbani del presidente leghista semplicemente perché affonda le proprie radici nello stesso putrido terriccio. Gli ultimi mesi hanno però evidenziato anche un volto diverso di questo Cantone: nuove aspirazioni e nuove istanze di benessere ma soprattutto di solidarietà, di giustizia e di pace emergono dalla nostra inquieta società e dalle sue componenti più giovani in particolare. Di fronte allo scempio di una politica neoliberista che ha sedimentato sul greto della società insicurezza, povertà, ineguaglianza, esclusione, è palpabile il desiderio di cambiamento, la ricerca di nuove vie e di nuovi orizzonti. Il prossimo 6 aprile, pur senza illusioni pindariche, si presenta a questo Cantone la possibilità di segnare nei fatti un passo in avanti rispetto a questo processo. Le donne, gli uomini, l’aria, il territorio di questo paese meritano altro che non un destino svenduto ad irragionevoli dinamiche economiche e asservito agli egoismi di pochi particolari interessi. La qualità della vita, la salute, il diritto al lavoro, la sostenibilità ambientale e sociale delle attività economiche sono punti fermi attorno ai quali il Partito Socialista e le altre forze progressiste vogliono costruire una società diversa, migliore. Come in ogni fase di mutamento servono però coraggio e determinazione. La strada da percorrere non è né facile né breve. E in più non c’è una meta finale da raggiungere ma solo tanti passi da compiere. Le elezioni cantonali rappresentano un’occasione per muoverne alcuni importanti. * Vicepresidente del Partito socialista.

Pubblicato

Venerdì 28 Marzo 2003

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