< Ritorna

Stampa

 

Rinviato il pacco

di

Generoso Chiaradonna
Si va verso l’abbandono del messaggio sull’Azienda elettrica ticinese (Aet). Sembra questo il destino del famoso “pacchetto elettrico” cantonale sul riordino e il cambiamento di natura giuridica dell’Aet (trasformazione in Società anonima). I tre messaggi emanati dal Dipartimento delle finanze e dell’economia di Marina Masoni ritorneranno al Consiglio di Stato. La Commissione energia del Parlamento si è riunita questa settimana e non ha potuto non tener conto dell’esito della consultazione popolare di domenica sulla Legge sul mercato dell’energia elettrica. Il secco no scaturito in Ticino dalle urne incombeva sul lavoro della Commissione. Tre sono le ipotesi che potranno verificarsi e disegnate dai commissari. Una è quella di stilare dei rapporti con modifiche ai messaggi governativi, la seconda prevede di presentare rapporti di non entrata in materia; l’ultima, la più probabile, la proposta al Governo di ritirare i messaggi. Nel frattempo l’Associazione per la difesa del servizio pubblico (Sp) ha presentato ieri, in una conferenza stampa, le sue proposte di cambiamento dello status dell’Aet. Ribadito il no convinto a qualunque trasformazione giuridica. Per intenderci nessuna Società anonima: una richiesta, viste le ipotesi delineate dalla Commissione energia, che rischia di suonare come già esaudita, ma non si sa mai, meglio ribadire il concetto. Ricordiamo che le motivazioni generali per la trasformazione dell’Aet in Sa risiedevano nel fatto che la «liberalizzazione del mercato dell’energia in atto in Svizzera comporta per l’azienda pubblica l’esigenza di una svolta nei criteri di gestione che erano validi in un mercato chiuso alla concorrenza» La Sp ribatte obiettando che «il fatto di tenere conto della liberalizzazione non comporta automaticamente la modifica della forma giuridica». A margine della conferenza stampa di Sp abbiamo posto alcune domande a Graziano Pestoni, segretario del sindacato Vpod e dell’Associazione per la difesa del servizio pubblico. Signor Pestoni, l’Associazione per la difesa del servizio pubblico è comunque contraria a qualunque trasformazione giuridica dell’Azienda elettrica ticinese a maggior ragione dopo la bocciatura della Legge federale sul mercato elettrico. Però proponete dei cambiamenti allo statuto dell’Aet. In cosa consistono questi cambiamenti? Dopo il voto del 22 settembre, ogni ipotesi di trasformazione dell’Aet in Società anonima è da escludere categoricamente. Riteniamo urgenti alcune modifiche. Una modifica che proponiamo è quella di consentire all’Aet di entrare nel settore della distribuzione. Cosa che attualmente la legge non permette. La seconda modifica, collegata a questa, è quella di poter acquisire delle partecipazioni in aziende di distribuzione. Ad esempio comperare delle azioni dell’Ail (Aziende industriali di Lugano). Terzo elemento fondamentale è il controllo da parte del Gran consiglio. Noi riteniamo che il legislativo debba avere più voce in capitolo soprattutto a livello strategico. Nelle scelte aziendali, quindi? Chiaramente non in tutte le scelte aziendali ma almeno nelle linee strategiche. Se, ad esempio, l’Aet decide di acquisire partecipazioni nel settore nucleare, il Parlamento dovrà avere voce in capitolo. Si tratta d’interventi di natura politica. Non si può espropriare il popolo di queste prerogative. Così pure come per quanto riguarda tutte le scelte importanti di carattere strategico. Altre proposte di cambiamento? Altre modifiche proposte non riguardano direttamente l’Aet, ma più in generale il settore energetico cantonale ed è il riscatto delle reti da parte di comuni. Ad oggi non è chiaro a quanto ammonterà tale valore. Vogliamo che si agisca in fretta perché le concessioni scadranno entro il 2007. A quella data i comuni potranno chiedere, all’aziende di distribuzione di energia elettrica (Ail, Amb ecc.) – che operano sui loro territori – di comprare gli impianti. Bisogna agire in fretta per la valutazione a bilancio di tali impianti in modo che gli enti locali possano esercitare effettivamente quest’opzione e non rimanga solo un’ipotesi teorica.

Pubblicato

Venerdì 27 Settembre 2002

Edizione cartacea

Leggi altri articoli di

< Ritorna

Stampa

Abbonati ora!

Abbonarsi alla versione cartacea di AREA costa soltanto CHF 60.—

VAI ALLA PAGINA

L’ultima edizione

Quindicinale di critica sociale e del lavoro

Pubblicata

Giovedì 9 Settembre 2021

Torna su

Editore

Sindacato Unia

Direzione

Claudio Carrer

Redazione

Francesco Bonsaver

Raffaella Brignoni

Federico Franchini

Veronica Galster

Mattia Lento

Indirizzo
Redazione area
Via Canonica 3
CP 5561
CH-6901 Lugano
Contatto
info@areaonline.ch
Inserzioni pubblicitarie

Tariffe pubblicitarie

T. +4191 912 33 80
info@areaonline.ch

Abbonamenti

T. +4191 912 33 80
Formulario online

INFO

Impressum

Privacy Policy

Cookies Policy

 

© Copyright 2019