Immigrazione & dintorni

È notorio che la Svizzera – soprattutto quella di lingua tedesca – è stata storicamente un terreno fertilissimo per lo sviluppo dell’associazionismo nell’emigrazione italiana. Soprattutto a decorrere dall’ultimo Dopoguerra, a seguito dei grandi flussi migratori, si sviluppò un associazionismo variegato (socio-assistenziale, culturale, sportivo, politico e regionale), con centinaia di circoli sparsi un po’ dappertutto nella Confederazione. Un reticolo associativo – sostenuto spesso dalle organizzazioni sindacali italiane ed elvetiche – che si faceva anche interprete delle esigenze espresse dalla comunità italiana nei confronti sia delle autorità diplomatico-consolari italiane e della politica italiana ma anche delle istituzioni locali.

 

Questo finché, proprio sulla spinta di quell’associazionismo, particolarmente politicizzato, nonché delle loro case madri in Italia, lo Stato italiano si convinse a riconoscere all’emigrazione – alla fine degli anni ’70 del secolo scorso – una rappresentanza istituzionale attraverso i Comitati Consolari di Coordinamento (Co.Co.Co.) di nomina consolare, sostituiti successivamente dai Comitati dell’Emigrazione Italiana (Co.Em.It) e, infine, dai Comitati degli Italiani all’Estero (Com.It.Es.). Organismi, questi ultimi, eletti democraticamente ogni cinque anni – a livello di Circoscrizioni consolari – dai cittadini italiani iscritti all’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero (Aire). Con la loro nascita i Comites, prima, hanno affiancato e, poi, gradualmente sostituito l’associazionismo tradizionale italiano nel ruolo di rappresentanza locale della comunità italiana poiché quest’ultimo – con il passare degli anni – si è ridotto al lumicino accusando la mancanza di ricambio generazionale non essendo riuscito a coinvolgervi le seconde e terze generazioni, in una parola i discendenti dei soci fondatori e non attraendo i nuovi flussi migratori.

 

Oggi, praticamente, la rappresentanza della comunità italiana a livello di Circoscrizione consolare è rimasta quella istituzionale dei Comites e infatti è da questi organismi che sia il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero (Cgie) che i parlamentari eletti nella Circoscrizione Estero riescono a conoscere quali siano i problemi e i desiderata degli italiani residenti in Svizzera e, più in generale, all’estero per presentarli al governo e parlamento italiani e far trovare loro una soluzione.


Questa lunga premessa per ricordare e sottolineare l’importanza di questi organismi e, quindi, lanciare un appello agli oltre seicentomila italiani residenti nella Confederazione affinché gli aventi diritto non tralascino di far sentire la loro voce con il loro voto (si esprime per corrispondenza!) il prossimo 3 dicembre quando, anche in Svizzera, si terranno le elezioni per il rinnovo dei sette Comites “elvetici” (Basilea, Berna, Ginevra, Losanna, Lugano, San Gallo, Zurigo). Tuttavia, per esercitare il diritto di voto, gli elettori interessati devono registrarsi entro il prossimo 3 novembre presso il Consolato italiano di riferimento facendogli pervenire un apposito modulo compilato e firmato, con allegato un documento di identità.

Pubblicato il 

21.10.21
 
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