«I provvedimenti vengono adottati da subito, perché vogliamo risolvere in fretta la questione». McDonald’s Svizzera sembra prendere sul serio l’ammonimento impartitole una settimana fa dal Segretariato di Stato dell’economia (seco) dopo le rivelazioni sugli abusi commessi in numerosi suoi ristoranti in Svizzera (si veda area n. 16-17, 23 aprile 2004 e n. 18, 30 aprile 2004). Con i riflettori dei mass-media puntati addosso e con l’ingiunzione del seco di rispettare una volta per tutte la Legge sul lavoro sistematicamente violata in passato, il colosso del fast food non potrà permettersi passi falsi. Il seco ha già preannunciato che prescriverà agli ispettorati cantonali del lavoro di sporgere denuncia penale nei suoi confronti in caso di recidiva. Sorvegliato speciale, McDonald’s Svizzera dovrà adottare una serie di misure concordate la scorsa settimana con il Segretariato di Stato dell’economia: formazione alla Legge sul lavoro dei titolari di licenze e dei gestori dei suoi ristoranti, informazione a collaboratrici e collaboratori, miglior pianificazione e gestione dei posti di lavoro, controlli ancor più sistematici. Sarà la volta buona? Nell’intervista concessa ad area e realizzata via e-mail, il capo del personale di McDonald’s Svizzera Pierre-François Serex parla dei provvedimenti che la società con sede a Crissier metterà in atto per evitare che si ripetano ciò che si ostina a definire «singoli errori che si verificano più frequentemente di altri». Fra le altre cose Serex ribadisce inoltre l’auspicio di McDonald’s di veder allentata la protezione speciale riguardante il lavoro domenicale di cui godono, ai sensi della Legge sul lavoro, giovani (lavoratori fino ai 19 anni compiuti e apprendisti fino ai 20) definiti «persone maggiorenni di età superiore ai 18 anni». Pierre-François Serex, quali misure adotterà McDonald’s Svizzera per far sì che le infrazioni non si ripetano? Concretamente, come saranno messe in pratica? E a partire da quando? I provvedimenti vengono adottati da subito, perché vogliamo risolvere la questione in fretta. Estenderemo ancora la formazione dei nostri quadri su tutto il diritto del lavoro, rafforzeremo l’informazione delle collaboratrici e dei collaboratori sulle norme vigenti, intensificheremo la cura nella pianificazione e nella gestione dei turni di lavoro e controlleremo ancor più sistematicamente i turni già effettuati. In una nota diffusa la scorsa settimana McDonald’s Svizzera parla di «formazione dei suoi quadri». A chi vi riferite? Anche ai titolari di licenze? Come quadri consideriamo sia i titolari delle nostre licenze che tutti i manager dei ristoranti e i capi turno in tutti i 142 ristoranti della Svizzera. McDonald’s Svizzera ha accettato l’ammonimento del seco. Ciò significa che la società riconosce che gli abusi commessi nei suoi ristoranti non sono dei “casi isolati” ma una pratica sistematica, come d’altronde l’ha ammesso negli scorsi giorni alla Drs (si veda “Rundschau” di giovedì 29 aprile)? Che abbiamo accettato l’ammonimento del seco è espressione del fatto che non abbiamo mai contestato i fatti contenuti nel rapporto del seco. Con il seco abbiamo constatato che alcuni singoli errori si sono verificati più frequentemente di altri e che ci sono misure efficaci per evitare in futuro gli errori commessi. In occasione delle rivelazioni sugli abusi commessi mesi fa in alcune filiali McDonald’s a San Gallo, la società si era difesa dicendo che è impossibile controllare il comportamento di tutti i titolari di licenze. Tuttavia, gli abusi riscontrati dagli ispettorati del lavoro si sono verificati anche in ristoranti (in Ticino ad esempio) che dipendono direttamente da McDonald’s Svizzera. Perché in passato avete negato questa responsabilità diretta? Non è vero. Al contrario abbiamo fatto notare che i titolari di licenze attraverso i loro contratti vengono obbligati al rispetto delle norme legali vigenti e che intensificheremo i relativi controlli. Tra l’altro i ristoranti in Ticino sono passati sotto la diretta responsabilità di McDonald’s soltanto nella seconda metà dell’anno, mentre i relativi controlli si estendono a tutto il 2003. In una nota del 22 aprile, McDonald’s Svizzera se la prende con i «regolamenti molto restrittivi” che “a volte, non riflettono più le condizioni generali in vigore nel settore della gastronomia». Non è perlomeno azzardato da parte vostra prendersela con una Legge sul lavoro che è fra le più “liberali” di tutta l’Europa? Le leggi sottostanno in Svizzera ad un continuo processo di revisione democratico. Noi intendiamo il passaggio che lei cita della nostra presa di posizione come contributo ad una discussione pubblica su certi aspetti della Legge sul lavoro e non come scusa per gli errori commessi. In questo senso ci sembra assolutamente degno di essere discusso se persone maggiorenni di età superiore ai 18 anni abbiano bisogno di una protezione speciale in relazione al lavoro domenicale. In che misura le rivelazioni contenute nel documento del seco danneggeranno l’immagine di McDonald’s Svizzera? L’opinione pubblica non giudica un’impresa dagli errori che fa, ma dalla sua disponibilità ad attivarsi per eliminare le mancanze riscontrate. Per questo applichiamo senza indugio le misure concordate con il seco.

Pubblicato il 

07.05.04

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