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Rieccolo: l'affarista coi fiocchi

di

Silvano De Pietro
È un colpo da maestro, quello che la società francese di riassicurazione Scor sta cercando di mettere a segno contro la concorrente svizzera Converium. E in effetti, dietro tanta abilità sembra esserci la mano di un artista di queste operazioni: Martin Ebner. Credevate che il finanziere famoso per le sue cravatte a "papillon" fosse naufragato nel 2002 con il suo Gruppo BZ, che vendeva partecipazioni societarie chiamate "Visioni"? Nient'affatto. È tornato alla ribalta, ricco come e forse più di prima, ed ha ripreso a tessere le sue trame per fare soldi senza guardare in faccia a nessuno.

Certo, Ebner qualche buco ha dovuto colmarlo a suon di milioni di franchi. Ma alla fine del 2005, con una fusione tra le sue società ha cancellato il nome Gruppo BZ e l'ha sostituito con quello della Patinex, società finanziaria di proprietà sua e di sua moglie Rosmarie, con sede sempre a Freienbach, nel cantone di Svitto. E con questa Patinex che fa? Tanto per cominciare mette insieme una partecipazione del 12,5 per cento al capitale azionario della compagnia di riassicurazione Converium, per oltre 250 milioni di franchi. Nel frattempo la quotazione in borsa di tali azioni è cresciuta, Ebner ha coltivato ed allargato il suo investimento e, divenuto il maggior azionista di Converium con quasi il 20 per cento, adesso vende il suo pacchetto azionario alla francese Scor. Naturalmente, per un sostanzioso tornaconto.
Una compagnia di riassicurazione assicura le società di assicurazione, assumendosi i rischi troppo grandi per le loro capacità di copertura. Di compagnie come queste ce ne sono poche al mondo: appena 150. La prima in assoluto è la Swiss Re. L'altra società svizzera di riassicurazione, la Converium, è al decimo posto. In passato si chiamava Zurich Re e faceva parte del gruppo Zurich Financial Services, che nel 2001 decise di separarsi dal settore della riassicurazione. In seguito a perdite superiori al previsto subite tra il 1997 e il 2001 negli Stati Uniti, Converium ha dovuto aumentare le proprie riserve e dotarsi di una nuova organizzazione in grado di farla operare sul mercato globale.
Massicciamente ristrutturata, oggi conta 600 dipendenti, ha la sede centrale a Zugo, è presente in 18 paesi ed ha sedi a Parigi, Milano, Londra, Sidney, Kuala Lumpur e San Paolo. Attualmente la Converium è diretta da una donna, la britannica Inga Beale, e nel 2005 ha registrato un utile netto di 87 milioni di franchi su un totale di premi lordi incassati di 2,53 miliardi di franchi. Cedute in ottobre scorso le attività nordamericane per 373 milioni di franchi, Converium sembra oggi avviata verso il consolidamento della sua posizione sugli altri mercati. Ma questa prospettiva ottimistica potrebbe ora essere interrotta e stravolta dalla manovra ostile sviluppata dalla concorrente francese Scor.
La Scor, con sede a Parigi, è un po' più grande di Converium: 4,5 miliardi di franchi incassati in premi lordi ed un utile netto di 213 milioni di franchi nel 2005. Dapprima ha acquisito la tedesca Revios; poi ha preso a rastrellare in borsa azioni Converium, fino a raggiungere la quota dell'8,3 per cento del capitale. Ma tramite "contratti definitivi" si è già impadronita di un altro 24,6 per cento, che, sommato alla quota già posseduta, fa della Scor la proprietaria al 32,9 per cento della Converium: un pelo sotto quel 33 per cento che renderebbe obbligatorio in Svizzera il lancio di un'opa (offerta pubblica di acquisto).
Questa scalata, verosimilmente orchestrata da Ebner, non è piaciuta al consiglio d'amministrazione di Converium, che l'ha respinta "all'unanimità" perché "indesiderata" e perché il prezzo avanzato da Scor (21 franchi per azione, in totale 3,1 miliardi di franchi) rappresenta una cifra "troppo bassa e contraria agli interessi della società, dei suoi azionisti e dei suoi clienti". Specie dopo che Converium ha riconquistato il "rating A" (un indicatore di prestazione essenziale per le ditte che vogliono essere competitive sul mercato) dall'agenzia di valutazione Standard & Poor's. Inoltre, la società ritiene di potere ottenere una rendita del proprio capitale del 14 per cento entro il 2009.
Ma dopo essersi rammaricato per la reazione del consiglio d'amministrazione di Converium, il gruppo francese ha rotto gli indugi e ha lanciato un'opa sul concorrente svizzero. La proposta di Scor è di un'azione Scor contro due Converium, più 4 franchi "cash", per un totale di 21,11 franchi per azione. Non molto, secondo diversi analisti finanziari zurighesi. Sta di fatto che ad accordarsi con la Scor su questo prezzo finora è stato soltanto Martin Ebner: un affare per lui, che a suo tempo aveva acquistato le azioni Converium a 10 franchi l'una ed oggi incassa e in più si ritrova azionista di Scor. In un'intervista alla "Handelszeitung" Ebner ha fortemente criticato il rifiuto della società con sede a Zugo. Secondo lui, «questa transazione rappresenta un logico sviluppo della strategia perseguita da Converium», il cui consiglio d'amministrazione «difende un azionariato che vuole soltanto spremere rapidamente denaro da Converium e da Scor». Forse ha ragione. Ma da che pulpito…

Pubblicato

Venerdì 9 Marzo 2007

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