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Ridateci i nostri asilanti!

di

Flavia Parodi
Mi trema il cuore, mi si riempie di tristezza ma, purtroppo, devo fare un appunto al nostro prezioso e davvero onorevole Blocher. Un uomo che è sempre stato coerentissimo e però può capitare che la coerenza si rivolti contro il suo indefesso paladino. Così è stato nel caso dei richiedenti d’asilo. Il nostro consigliere federale di fiducia ha segnato un’indubbia vittoria per quanto concerne questo dossier, direte voi. Anni di lotte e comizi per ottenere un inasprimento della legge sulle richieste d’asilo e finalmente ora c’è. Dove risiede il guaio?, chiederete voi. Il guaio è che tutto questo tam-tam contro i richiedenti d’asilo forse ha sortito qualche effetto perché sono diminuiti i meschini. Quei miseri non vengono più qui. Ci snobbano come se gli avessimo fatto mille difficoltà ad accoglierli. Chissà dove vanno a pascolare ora? Andranno a rafforzare la destra di quale paese? Ma cos’ha la Svizzera che non va, eh? Ingrati. Ecco come dimenticano facilmente chi si è tanto prodigato per loro. Inutile negarlo, i richiedenti d’asilo sono stati uno dei grandi cavalli di battaglia dell’Udc che adesso si sta trasformando in un brocco sotto le nostre stesse chiappe autenticamente borghesi. Adesso su quali pioli continueremo la nostra scalata politica? Come faremo a diventare il primo partito della Svizzera e del mondo senza gli “asilanti” che sono una creatura nostra? Contro chi indirizzeremo i nostri folcloristici cartelloni elettorali? Vi ricordate quei bei fumettoni in stile naif con le manine nere e rapaci che cercavano di arraffare il passaporto rosso con la croce bianca? Che immagine toccante. Quella sì che era una comunicazione incisiva ma non vi diremo mai da chi l’abbiamo mutuata. Senza rifugiati ci mancherà il materiale col quale costruirci un solido avvenire politico. Cosa dobbiamo inventarci? Potremmo riportare alla luce le campagne anti-italiani perché in fondo anche il revival ha sempre le sue lusinghe e potrebbe rivelarsi pagante. Macché. Sono in diminuzione pure quelli. Ormai poco prolifici all’estero come in patria. Tanto che sarà l’Italia stessa a diventare la vera Little Italy, un quartiere europeo e tra i meno popolosi. E gli italiani non hanno più la sana spinta all’emigrazione dei loro nonni. Maledizione. Niente più richiedenti d’asilo e allora chi spaccerà droga ai nostri giovani e meno giovani? Ci costringerete a mandare per le strade volontari pensionati, ingrati africani? A questo ci spingete? Alla fine ci saranno membri del nostro partito che dovranno emigrare in paesi pericolosi (mettendo la propria esistenza in pericolo!). Dovranno prendere un passaporto straniero e tornare in patria clandestinamente come richiedenti d’asilo per poter tenere in vita il mito principe dei democentristi. Ecco il sacrificio che ci imponete. Faccio un appello alla sinistra sonnacchiosa: muovetevi, contrastateci! Adoperatevi seriamente per fare nuovamente della Svizzera una terra d’asilo. Il monito è chiaro: non lasciate che l’Udc si sfasci, perché se si sfascia, inevitabilmente, andranno fasci da tutte le parti. Forse anche a sinistra.

Pubblicato

Venerdì 22 Aprile 2005

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