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Rete consolare, si risparmi senza chiudere

di

Dino Nardi
Ancora una volta, dovendo fare i conti con i tagli del Governo Berlusconi, il Ministero degli Affari Esteri (Mae) italiano sembrerebbe essere in procinto di mettere in atto una nuova ristrutturazione della rete diplomatico-consolare nel mondo. Infatti, dai soliti boatos che precedono i fatti, sembra che in Germania siano a rischio di chiusura i consolati di Hannover, Norimberga e Saarbrücken. Ma anche per la Svizzera, dopo la recente trasformazione del Consolato di Berna in Cancelleria consolare dell'Ambasciata, si vocifera di ulteriori chiusure.
A titolo di curiosità per i lettori, ricordiamo che negli ultimi 15 anni la rete consolare italiana in Svizzera è scesa da 21 a 10 Uffici: Ambasciata di Berna con Cancelleria consolare (con 33'181 cittadini italiani iscritti all'anagrafe consolare); due Consolati Generali di Prima Classe, rispettivamente a Lugano (88'765) e Zurigo (123'585); tre Consolati Generali a Basilea (69'401), Ginevra (43'224) e Losanna (59'201); un Consolato di Prima classe a San Gallo (37'814) e quattro Agenzie Consolari in Coira (11'665), Neuchâtel (18'223), Sion (16'914) e Wettingen (18'149). Una rete d'Uffici che, agli occhi di tanti, potrebbe apparire ancora esagerata, viste le dimensioni geografiche della Confederazione,  ma, in effetti, non lo è affatto se si considera che in Svizzera vivono complessivamente 520'122 cittadini italiani e gli stretti interessi, anche economici, che ha con l'Italia la comunità italiana e non solo.
D'altra parte il tema della ristrutturazione della rete diplomatico-consolare italiana in Svizzera e nel mondo è stato oggetto di dibattito anche nella recente riunione della Commissione Europa/Africa del Nord del Consiglio Generale degli Italiani all'Estero (Cgie), che si è tenuta a Costanza/Kreuzlingen, e, proprio in quella sede, sono scaturite diverse proposte atte a contenere le spese senza, tuttavia, penalizzare i servizi agli utenti con chiusure di questo o quell'Ufficio consolare. Queste sono le proposte emerse:
1) Una declassificazione dei vari Uffici consolari iniziando dai Consolati Generali di 1.a Classe con un risparmio di notevoli risorse: l'affitto della residenza del Console Generale, l'auto di servizio e l'autista e, a cascata, anche quella di alcuni Consolati Generali e Consolati salvaguardando e, magari, potenziando la rete delle Agenzie Consolari grazie alle risorse liberate.
2) Potenziare e regolamentare la rete dei Corrispondenti (valorizzandoli più di quanto si sia fatto sinora) e delle permanenze o sportelli consolari sul territorio.
3) Estendere la rete degli Uffici consolari onorari.
4) Pur  tenendo conto delle esigenze operative del Mae, valutare la possibilità di un eventuale maggior utilizzo di contrattisti locali negli Uffici consolari all'estero, anche se già oggi sono circa il 40 per cento del personale impiegato.
5) Dare finalmente attuazione all'articolo 11 della legge 152/2001 stipulando la convenzione Mae-Patronati che consentirebbe un utilizzo migliore delle sinergie delle due reti erogatrici di servizi di cui possono avvalersi gli italiani all'estero.
Forse tutto questo non sarà sufficiente a salvare l'attuale rete diplomatico-consolare italiana nel mondo e, per quanto ci concerne più da vicino, in Svizzera ma certamente merita di essere messo in atto prima di andare a chiudere una qualsiasi sede!

Pubblicato

Venerdì 27 Marzo 2009

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