Dalla città che ha una strada pedonale di cinquanta metri e ora anche una piazza dove non si entra con l'auto sono colta da una pubblicità che mi lascia allibita. Parla di un luogo disegnato come un borgo rinascimentale, con viuzze, zone di gioco per i bambini, fiori alle finestre delle case e ristoranti che offrono una tipica cucina toscana con tavoli all'aperto.
Le foto mostrano un corso d'acqua attraversato da un ponticello in legno, arcate e logge, facciate decorate e pavimenti lastricati in cotto.
Insomma, e uso direttamente le parole della pubblicità, "un luogo dall'atmosfera rilassante". Erano certamente rilassanti e un po' sonnolente le stradine nei nostri paesi nei caldi pomeriggi d'estate, con gli uomini in casa al fresco a fare un sonnellino e le donne che mettevano la sedia fuori dalla porta e si parlavano da un lato all'altro della strada. Ma nessuno si sognava di definire questi momenti di vita come "rilassanti", la parola e gli aggettivi derivati sono arrivati più tardi, tradotti dall'inglese "relax", quando abbiamo cominciato a sentire il bisogno di pace, di silenzio, di quell'attimo di sospensione che è ormai diventato un luogo della mente.
E il borgo rinascimentale? Ci arrivo subito. Il borgo rinascimentale è un "Outlet". Nessuno sa bene la traduzione esatta, ma ormai si sa cosa è: un posto dove si vendono le grandi marche a prezzi scontati. Abbigliamento, calzature, sport e accessori. Anche noi ne abbiamo un paio, di outlet e sono meta di frequenti pellegrinaggi da parte di comitive di turisti, perfino dal Giappone. Ma questo che ho per le mani non è solo uno "shopping center", altra terminologia arrivata da noi con l'apertura del Serfontana. Hanno fatto di più: hanno creato la città ideale. Chi si accorge, o chi si lamenta che è finta? E cosa è la cosa più rilassante? È che non hai le auto fra i piedi, non devi girare fra le stradine rinascimentali di tante città vere alla ricerca di un parcheggio che sai già di non trovare, schivando biciclette in contromano e mamme con i passeggini che hanno dovuto scendere dal marciapiede perché c'è sempre un furbo che lo ha invaso col suo mezzo. Ora è possibile che qualcuno si farà sei ore di autostrada per vedere questo paradiso dello shopping, magari sulla via delle vacanze, visto che non è proprio a due passi. A due passi invece abbiamo le strade pedonali di Mendrisio, di Bellinzona, di Chiasso, tre o quattro le vie centrali di Lugano, e ora la Piazza Grande a Locarno. Peccato che qui, invece di capire l'opportunità che si presenta di lanciare "una vera piazza lombarda " o qualche altra denominazione da marketing funzionale, non si faccia che frignare o proporre panchine e fioriere di cemento (davvero fantastiche per creare ambiente!). Signori, vi organizzo una gita al "Guilt free-shopping tour" nel finto borgo rinascimentale di Barberino? Magari vi viene un'idea! 

Pubblicato il 

07.09.07..

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