Non capisco, c'è sempre qualcuno nel Parlamento federale che, chissà perché, a un certo punto deve mettere in discussione cose giuste, sante e buone ormai acquisite. Del tipo, perché mai dovremmo smettere di costruire le case coi rifugi antiatomici? La minaccia dell'atomo è forse tramontata? Proprio ora che l'Italia intende costruire quattro nuove centrali nucleari? Ve le potete immaginare? Non dico esteticamente, per quello, per carità lasciali stare gli italiani, due le disegna Dolce e le altre due Gabbana. No, spaventa l'aspetto sicurezza. E se vengon su dritte come la torre di Pisa e solide come il Colosseo? Anche ai tempi in cui hanno costruito quei monumenti erano belli convinti che avrebbero tenuto per secoli poi s'è visto. E noi che con l'Italia confiniamo cosa facciamo? Aspettiamo da fatalisti lo sciopero dei reattori?
Nossignori, è decisamente più lungimirante continuare a costruire le case coi bunker. Prima di tutto è sempre un localino che impreziosisce la casa, un ritiro per le ore di meditazione filosofica sull'elvetico adagio "non si sa mai" che ci rende tanto propensi a polizze assicurative d'ogni sorta. Ma è proprio quello a renderci fieri: noi siamo pronti ad affrontare qualsiasi evenienza dall'attacco alieno, alla collisione con un asteroide e – appunto – alla guerra atomica. Evidentemente di fronte all'ultimo scenario bisogna essere particolarmente organizzati. Nei nostri rifugi bisognerà prevedere scorte di cibo per milioni di anni che sono poi i tempi di decadimento di tanti elementi radioattivi. Ci saranno un po' di ore di tedio perché non ci si può tenere la televisione. Chi infatti potrebbe trasmettere qualcosa su una terra ridotta a un deserto contaminato? Una beffa perché quelli psicologicamente più preparati a sostenere lunghi periodi di reclusione sono i concorrenti del Grande Fratello. Basta appendergli un quadratino di vetro da qualche parte e loro passeranno delle ore a parlargli come se fosse una telecamera.
Ma veniamo all'attualità, per i manager di Ubs si potrebbe pensare a qualcosa di più esclusivo, un bunker lastricato d'oro magari con annesso sarcofago tempestato di lapislazzuli in modo che il manager in questione vi trovi una tumulazione degna di un faraone. Sarà poi il problema di futuri archeologi extraterrestri capire perché ai nostri tempi viveva una casa di sacerdoti della finanza ben distinta dalla vasta plebe impiegatizia che il suo bunker al massimo se lo può rivestire di legno per sognare il proprio "nido delle aquile" che invece sarà solo il nido del cucù in onore dell'orologio appeso alla parete.
Comunque, badate bene, noi svizzeri non siamo allucinati cercatori di funghi atomici. Noi siamo, anzi, gli unici che riescono a prevedere qualsiasi pericolo pure se remoto. Perciò gli unici a sopravvivere alla guerra atomica saranno gli svizzeri e gli scarafaggi. E, così, alla fine dei tempi, tutta la terra diventerà un beato e incontrastato paradiso fiscale. Sempre che gli scarafaggi non ce l'abbiano con il segreto bancario. Forse nel rifugio è meglio tenere anche del Ddt…

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06.03.09

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