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Re Giorgio senza critici

di

Beat Allenbach
Da vent’anni è sindaco di Lugano: Giorgio Giudici è capo incontrastato della città più importante del Ticino e regna come un monarca. Con la sua fede in se stesso (altri potrebbero chiamarla arroganza) e con il suo impeto ha realizzato molti progetti aumentando il suo potere e il suo prestigio. Per raggiungere sempre nuove mete ne ha combinato delle grosse, tuttavia è sempre riuscito a superare le situazioni delicate. C’è stato pure un contraccolpo. Nel 1986, due anni dopo essere stato eletto sindaco, Giudici è stato costretto a lasciare le opere pubbliche ad un suo collega poiché in violazione delle regole stabilite continuava a occuparsi quale architetto del risanamento del “Palace”. Tuttavia il sindaco ha smesso di ballare a tutti i matrimoni. Lo studio d’architettura del sindaco ha fatto dei progetti in vista di un nuovo impianto d’incenerimento per il Sottoceneri, ma quando quel progetto è stato affossato dai sostenitori della Thermoselect Giudici ha lavorato nella progettazione di impianti di questa ditta. Il sindaco è una persona così affascinante, le sue attività così interessanti, le sue affermazioni così incisive che l’ex consigliere comunale Marco Baudino ne ha potuto cavare un libro satirico dal titolo “Alla corte di Giorgio I”. Il volume, pubblicato nel 2002, conteneva tante bucce di banana, ma il sindaco non è scivolato. Anzi, in questi ultimi tempi l’esponente della destra liberale è diventato invulnerabile poiché è riuscito nel suo progetto della grande Lugano; da nove comuni è stata creata una delle dieci città più popolose della Svizzera. Questo successo e alcuni atteggiamenti più accomodanti negli ultimi tempi, come quello verso i giovani che chiedono un centro sociale autonomo, hanno apparentemente zittito i suoi molti critici e avversari. È chiaro per tutti: Giorgio Giudici sarà il primo sindaco del nuovo comune. Colpisce tuttavia che durante la campagna elettorale, a differenza di quattro anni fa, quasi non si sono sentite delle critiche al sindaco uscente. Dunque tutto cambiato in meglio? Certo, Lugano è una città ricca, la terza piazza finanziaria della Svizzera, una città con molti negozi e boutique. Ma che cosa pensare di una città che demolisce il suo teatro con alcune sale di cinema per far posto ad un casinò? Di una città che vuole accogliere turisti, ma che è uno dei centri più inquinati della Svizzera? Di una città che vuole risolvere i suoi problemi di traffico ancora con nuove strade, che continua a costruire autosili nel centro? Una città che la sera, fuori dalla stagione turistica, è quasi deserta, poco ospitale. Il nuovo municipio dovrà rimboccarsi le maniche per essere all’altezza delle altre grandi città svizzere e per fare della nuova Lugano non solo un luogo di lavoro e di acquisti, ma anche un luogo per vivere, per incontrarsi e per divertirsi.

Pubblicato

Venerdì 2 Aprile 2004

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