E fusione sarà. Finalmente ce l'hanno fatta: Comedia e Syndicom da gennaio formeranno un unico nuovo sindacato.

Ai rispettivi congressi di fine 2009, i delegati di Comedia e Syndicom hanno approvato al 90 per cento l'idea di fusione tra i due sindacati. Dopo un anno di lavoro, si avvicinano i Congressi straordinari nei quali sarà definitivamente approvata la fusione. Il nuovo sindacato, che conterà circa 47 mila membri (sommando gli attuali circa 34 mila di Syndicom e circa 13 mila di Comedia) dovrebbe vedere la luce il 1°gennaio 2011. Con Alain Carrupt, presidente di Syndicom e futuro copresidente del nuovo sindacato (assieme a Danièle Lanzin, attuale copresidente di Comedia), area ha cercato di capire quali saranno i primi passi della nuova organizzazione.
Signor Carrupt, quali sono gli obiettivi per il futuro del nuovo sindacato che nascerà dalla fusione tra Comedia e Syndicom?
Uno dei nostri obiettivi sarà quello di lottare contro lo smantellamento del servizio pubblico e in tutto il settore dei media, dove attualmente ci sono delle tematiche importanti, che hanno conseguenze non solo per chi lavora direttamente nelle redazioni, ma anche per chi lavora nei centri di stampa. Mettendo insieme le nostre forze speriamo di poter dare delle risposte concrete. Speriamo anche di riuscire ad aumentare la nostra forza propositiva, tanto nel settore pubblico che in quello dei media.
Il primo vantaggio della fusione sarà una maggiore prossimità rispetto ai nostri membri. Avremo infatti 18 segretariati regionali e più di 30 segretari politici regionali. Il secondo vantaggio sarà che potremo rinforzare i nostri centri di competenza, soprattutto in materia di diritto del lavoro e assicurazioni sociali, così come potremo rinforzare il sostegno giuridico ai nostri membri. Aumenteremo anche il peso politico: fin'ora, come Syndicom, non eravamo in grado di lanciare delle iniziative e sostenerle, il nuovo sindacato potrà farlo.
Con questa fusione dovrete far fronte a dei tagli di personale o riuscirete a mantenere tutti i posti di lavoro attuali? Penso ad esempio al fatto che ora ognuno ha il suo segretariato centrale, ma da gennaio ce ne sarà uno solo.
Con la fusione non verrà soppresso nessun posto di lavoro nei due sindacati: tutto il personale fisso a durata illimitata ha potuto avere un posto nella nuova organizzazione e, fatta eccezione per un caso, abbiamo potuto proporre di restare anche a chi aveva un contratto a durata limitata. In alcune regioni avremo addirittura delle nuove assunzioni. Quindi questa fusione non è sinonimo di ristrutturazione, anche se era una preoccupazione legittima da parte del personale, ma non si tratta di una fusione indotta da necessità economiche.
Il Congresso è oramai alle porte, avete già nome e logo del nuovo sindacato?
Sì, il nome esiste, ma non posso fare anticipazioni su questo. Nome e logo saranno resi noti al Congresso appunto. L'unico segreto che posso svelare è che molto probabilmente il nuovo sindacato avrà "com" nel suo nome.
Ora che avete deciso per una fusione a due, è stata definitivamente abbandonata l'idea di una fusione con Sev, Vpod  o con altri sindacati?
Per quel che riguarda il progetto di fusione con il Sindacato del personale dei trasporti (Sev), l'idea era quella di creare un sindacato delle infrastrutture: infrastruttura ferroviaria, infrastruttura postale, eccetera. C'era una logica di réseaux. Bisogna però dire che quel progetto è arrivato troppo in fretta e implicava delle modifiche strutturali relativamente importanti per il Sev, cosa che ha portato alla decisione di abbandonare l'idea.
Personalmente credo che prima o poi si dovrà arrivare ad un raggruppamento dei vari sindacati, ma penso che per il momento abbiamo bisogno di un periodo di consolidamento per questo nuovo sindacato. Poi per le prossime tappe sarà sicuramente un tema sul quale rifletteremo, come credo nei prossimi anni dovranno farlo tutte le forze sindacali di questo paese. La porta resta evidentemente aperta a tutti i sindacati che vorranno collaborare o prendere in considerazione un avvicinamento al nostro sindacato, non appena avremo concluso questa fase di consolidamento.
Il nuovo sindacato intende anche creare un suo quindicinale nelle tre lingue regionali (italiano, francese e tedesco) con 20 edizioni all'anno. Non è un progetto un po' ambizioso per il momento?
Si tratta di un progetto ambizioso, ma come sindacato della comunicazione e dei media dobbiamo avere un giornale ambizioso che ci permetta d'assicurare una comunicazione, la migliore possibile, nelle tre parti del paese.

Il Ticino non sarà un Sonderfall

Il nuovo sindacato dovrà tener conto delle particolarità regionali, ma ci saranno anche sfide da condividere a livello nazionale.

Quando si parla di tematiche a livello federale, in Ticino non si può fare a meno di chiedersi «e noi?». Regione periferica, il Sud delle Alpi, a torto o a ragione, si sente spesso "tagliato fuori" dalle altre regioni del paese. Anche in un contesto di fusione sindacale, la questione ticinese viene a galla: il nuovo sindacato avrà delle specificità in Ticino rispetto alle altre regioni? Secondo Gabriele Castori, segretario regionale del settore industria grafica e imballaggio di Comedia Ticino, no. Anche se: «alcuni aspetti che caratterizzano la nostra quotidianità ci condizioneranno. – spiega – Rispetto ai nostri colleghi d'oltralpe, dovremo ad esempio tener conto di una disoccupazione giovanile preoccupante, di una fragilità economica, di una realtà aziendale disseminata da Airolo a Chiasso e di una concorrenza che giunge dal Nord Italia». Aspetti che richiederanno risposte specifiche per il Cantone e che secondo Castori rappresenteranno una sfida, «ma – prosegue – a fianco di tale sfida locale, ve ne sono altre che saranno da condividere con tutta la comunità sindacale».
Per Comedia, la fusione con Syndicom fa parte di un processo di progressivo allontanamento dal corporativismo che caratterizzava la Federazione Svizzera dei Tipografi, poi diventato Sindacato del Libro e della Carta e in seguito Comedia. «Il sindacato dei tipografi, che fu il primo sindacato nazionale, è sempre stato molto corporativo – prosegue Castori - Corporativismo che è andato scemando con le varie fusioni e questo nuovo passaggio, probabilmente, lo abbasserà ulteriormente. Dovendo collaborare con i colleghi della Posta, di Swisscom, dei trasporti, della logistica, della sicurezza aerea e dell'informatica, avremo per forza di cose una visione meno settore-centrica, e penso che questo sarà positivo».
Per il nuovo sindacato quindi, quella ticinese non sarà una sezione particolare, ma non si può negare che Comedia Ticino, negli ultimi 10 anni, abbia rappresentato un interessante laboratorio sindacale. Ha infatti visto un'importante crescita quantitativa (dal 2002 si è passati da 370 membri a 638), la creazione del nuovo settore "Comunicazione visiva" costituito da molti giovani (che abbassano l'età media della sezione ticinese rispetto alle altre regioni), e l'esistenza di tre Comitati di settore (industria grafica, comunicazione visiva e press). «Questa esperienza ci ha regalato molte soddisfazioni, la possibilità di un'autogestione ampia e l'opportunità di fare molte cose», spiega Castori, che però parla anche del "rovescio della medaglia": «essere un piccolo segretariato ci ha obbligato a occuparci di tante cose, facendo emergere la difficoltà di poter dare risposte sempre adeguate. Siamo cresciuti quantitativamente, ora, con la fusione, speriamo di poter crescere anche qualitativamente». Con il nuovo sindacato, gli effettivi in Ticino aumenteranno di un'unità, cosa che dovrebbe spingere in questa direzione.

Pubblicato il 

03.12.10..

Edizione cartacea

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