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Questa volta c'è: intervista a Marina Carobbio

di

Sabina Zanini
Puntuale, ogni fine anno il parlamento ticinese si appresta a discutere il preventivo del Cantone e l’aggiornamento delle «linee direttive della politica cantonale» e relativo piano finanziario. Da qualche anno a questa parte con cadenzata regolarità si ripresenta lo stesso scenario: preventivi catastrofici e consuntivi miracolosi. Tattica che fa risultare un’evoluzione positiva tale da giustificare poi le consuete politiche di sgravi fiscali. Ne abbiamo dicusso con Marina Carobbio Guscetti, membro della Commissione della gestione in Gran consiglio per il Partito socialista. Presentato il Rapporto al Gran consiglio sulle linee direttive e sul piano finanziario 2000-2003, viene riproposta la solita visione disastrosa? Anche questa volta ci si potrebbe chiedere se ci troviamo di fronte alle solite cifre drammatiche di preventivo (per il 2002 è previsto un deficit d’esercizio di 151 milioni di franchi) «necessarie» al ministro delle finanze per invocare la riduzione della spesa pubblica, mentre i conti consuntivi finiranno con risultati positivi che permetteranno di operare sgravi fiscali a vantaggio di banche e redditi alti. Crisi economica imminente Eppure quest’anno c’è il sentore di una crisi economica che si avvicina... In effetti ora abbiamo, purtroppo, timore che una volta tanto le cifre possano, più o meno, indicare la realtà. La tendenza economica si trova in un’evidente fase di rallentamento e quindi ne conseguirà una diminuzione del gettito fiscale e l’impossibilità di continuamente far capo a sopravvenienze degli anni precedenti. Socialità, formazione e sicurezza: i soliti martoriati Dunque incombono delle misure di risparmio con tutte le conseguenze? Accettare passivamente questo disegno, significa però operare riduzioni della spesa pubblica che avranno ripercussioni soprattutto nel campo della socialità, della formazione o della sicurezza. In un momento dove la presenza dello Stato di fronte alle conseguenze sociali della congiuntura economica e alla precarizzazione del mondo del lavoro diventa indispensabile. Lo dimostra a livello nazionale la vicenda di Swissair dove l’assenza di un qualsivoglia piano sociale a favore delle maestranze rende urgente l’intervento dello Stato. Oppure i quasi quotidiani annunci di soppressioni d’impiego, anche a livello cantonale, rendono indispensabile una revisione delle misure a favore dell’occupazione e contro la precarizzazione. Non possiamo nemmeno dimenticare l’emergenza causata dall’esplosione dei costi sanitari dove sono necessarie misure rapide per contenere l’erosione dei redditi determinata in modo importante dall’aumento dei premi per l’assicurazione malattia. Le avvisaglie della crisi questa volta sono concrete e, come già detto, non ci si può aspettare salvifici avanzi d’esercizio a consuntivo. Non si pensa ad una politica dei contenimenti dei costi? Il piano finanziario del Cantone prevede con il 2003 un contenimento delle uscite del Cantone di 120 milioni di franchi per correggere la tendenza finanziaria. E si rinuncerà al quarto pacchetto di sgravi fiscali? No, il Governo ha annunciato che intende mantenere il quarto pacchetto di sgravi fiscali, pacchetto che ha un’incidenza di 47 milioni di franchi sui conti del Cantone. L’obiettivo è chiaro: in un momento difficile dove il ruolo dello Stato diventa fondamentale, s’intende indebolirlo limitandogli le risorse a disposizione. Chi sopporterà i risparmi Quale sarà la strategia adottata per risparmiare quei 120 milioni di franchi? Si chiederanno sacrifici ai cittadini e alle cittadine, si proporrà di ridurre gli importi a disposizione per gli assegni familiari, le borse di studio, i contributi all’università o i sussidi per la cassa malati. Ma 120 milioni di franchi sono tanti e ciò non basterà. Si dovrà allora rinunciare al potenziamento della polizia o ai previsti miglioramenti delle condizioni di lavoro del personale sanitario? Ad essere colpiti da queste misure, oltre ai redditi meno abbienti, saranno le famiglie e più in generale la tanto invocata classe media, che finora di sgravi e misure di rilancio hanno beneficiato ben poco. Una strada che non può essere condivisa dai socialisti!

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Venerdì 9 Novembre 2001

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