La pubblicazione dei gettiti d’imposta per ogni Comune ticinese per l’anno 2003, il primo a regime postnumerando e comprendente il primo e il quarto pacchetto di sgravi, conferma in sostanza i timori circa la potenziale forte diminuzione del gettito dell’imposta sul reddito delle persone fisiche provocata da queste modifiche. Di questi timori si era occupata area nel n. 26 del 25 giugno 2004 (cfr. www.area7.ch). In effetti la simulazione aveva dato allora una stima della diminuzione del gettito sul reddito attorno al 15-20 per cento in funzione della stratificazione dei redditi del Comune. In realtà se applichiamo le aliquote 2003 ai redditi imponibili del 1999-2000 (tassati nel 2002) abbiamo per i Comuni una diminuzione media superiore al 15 per cento del gettito dell’imposta sul reddito delle persone fisiche. Concretamente, considerando le diverse categorie di reddito, le imposte comunali diminuiscono tra il 10 e il 40 per cento. Sui Comuni gli effetti sono importanti, come dimostrano i dati per il 2003: oltre 90 Comuni registrano una diminuzione reale di almeno il 10 per cento del gettito delle persone fisiche pro capite, per una ventina di Comuni la riduzione supera il 20 per cento. Non registrano diminuzioni solo una ventina di Comuni. Una parte di questa diminuzione era dovuta e non contestata. Da un lato si trattava del primo pacchetto di sgravi fiscali che a suo tempo fu introdotto solo per le imposte cantonali, mentre se ne sospese l’applicazione per i Comuni in considerazione del fatto che in generale non navigavano in buone acque. D’altro lato una parte della diminuzione del gettito dall’imposizione del reddito delle persone fisiche era dovuta alla correzione della progressione a freddo per compensare l’aumento del costo della vita che aveva superato il 3 per cento dall’ultima correzione. Quello che però ha fatto la differenza è stata la cosiddetta neutralizzazione del passaggio dal sistema praenumerando, che consisteva nel pagare le imposte in base al reddito del biennio precedente, al metodo postnumerando, secondo il quale si pagano le imposte in base al reddito realizzato nello stesso anno. Il problema è che per attuare questa neutralizzazione ci si è inventati una correzione basata sull’evoluzione del Prodotto interno lordo cantonale (Pil) negli ultimi 20 anni. Il Pil è una previsione della crescita economica: esso non considera solo l’evoluzione media dei salari ma computa diversi fattori come ad esempio la massa salariale che di regola è direttamente proporzionale all’evoluzione demografica. Usando il Pil per neutralizzare il passaggio al postnumerando si diminuiscono le risorse allo Stato nel momento in cui ha paradossalmente più bisogni cui fare fronte a causa dell’incremento demografico. Il Cantone “semicosciente” dell’eccessiva neutralizzazione ha in parte e temporaneamente recuperato l’imprevisto sgravio, applicando una maggiorazione temporanea alle imposte sul reddito delle persone fisiche cantonali del 3,823 per cento nel 2004 e del 2,215 per cento nel 2005. D’ora in avanti però anche per le casse cantonali gli effetti dell’improprio uso del Pil per il calcolo della neutralizzazione resteranno completi e definitivi, anche perché in futuro le aliquote verranno ridotte ogni volta che l’inflazione annua supererà l’1 per cento. Nel frattempo il Cantone, dopo essersi eccessivamente ridotte le entrate (con analoghe conseguenze anche per le finanze comunali), ha iniziato a richiamare alla cassa i Comuni, trasferendo loro oneri e togliendo loro altre risorse fiscali. D’altra parte ha però concesso ai Comuni l’aumento facoltativo del 2,215 per cento sull’imposta sul reddito 2006 delle persone fisiche, introducendo di fatto un nuovo anomalo, seppur temporaneo, parametro nella già complessa e ormai imprevedibile gestione finanziaria delle risorse pubbliche. La correzione che andava invece fatta era una sola, e consisteva nel ricondurre l’eccessiva neutralizzazione al valore necessario per compensare il carovita tra il periodo 2001-2002 e il 2003-2004. Nulla di più: in fondo bastava evitare che la percentuale del reddito imponibile che versiamo allo Stato non aumentasse solo per il fatto che con il postnumerando abbiamo avuto un reddito imponibile più elevato di quanto non sia stato l’aumento dovuto solo al carovita. La correzione doveva essere tra l’1 e il 2 per cento. Il fatto che il Cantone abbia corretto temporaneamente a due riprese (più quella facoltativa proposta ai Comuni per il 2006) l’eccessiva neutralizzazione con il famoso + 3,8 per cento nel 2004 e + 2,3 per cento per il 2005 dimostra che da una parte si ammette di aver sbagliato le dimensioni della neutralizzazione (- 7,1 per cento), ma che dall’altra non si vuole riconoscere di aver sbagliato metodo. L’eccesso di neutralizzazione ha prodotto uno sgravio fiscale medio difficile da quantificare con precisione ma che potrebbe situarsi tra il 5,3 ed il 5,8 per cento a dipendenza di come si calcola l’effetto del rincaro sul reddito. Questo sgravio, che diverrà effettivo anche a livello cantonale a partire da quest’anno, che di fatto è il più importante sgravio fiscale mai promosso in Ticino, superiore anche al famoso 5 per cento votato dal popolo con l’iniziativa della Lega.

Pubblicato il 

07.04.06

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