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Quando la confusione regna sovrana

di

Fabia Bottani
Carlo Sommaruga, un cantone come Ginevra, tradizionalmente "rosso" esclude l'estrema sinistra dal Parlamento, permettete all'Udc di avanzare e al tempo stesso manda al Consiglio degli Stati un verde. Una situazione un po' schizofrenica. Era attesa o è del tutto imprevista?
Non è propriamente una sorpresa. Quello che sorprende è l'importanza assunta dall'estrema destra, un partito che negli ultimi due anni si era spaccato in due dando vita al Mouvement des Citoyens Genevois, (Mcg) un movimento il cui profilo è molto simile a quello della Lega in quanto è "nazionalista". Nel senso di antistraniero e antifrontaliero e, nel contempo è piuttosto vicino alla sinistra quando si tratta di questioni budgetarie e sociali. Un movimento che nel parlamento cantonale ha praticamente dimezzato la forza dell'Udc. Ma che con il passare del tempo si è attenuato e ora alle federali si è decisamente "sgonfiato" lasciando nuovamente campo libero all'Udc che dall'11 per cento ottenuto alle cantonali ora sfiora il 20 per cento di consensi.
Ma chi ha votato Udc?
Quello che è più preoccupante è che a votare Udc sono quartieri come Vernier e altri molto popolari e con una popolazione di origine straniera di oltre il 40 per cento, roccaforti socialiste lasciate in balìa dell'estrema destra che ne ha subito approfittato oltre ad approfittare del presiedo dei tre partiti della destra tradizionale.
Il deputato Ps/Vs Christian Levrat  sostiene che il «Pss ha perso anche perché non ha avuto dei leader in grado di tener testa ai leader dell'Udc», questo sia in Svizzera tedesca, che romanda e in fondo anche in Ticino. Il Pss dunque non ha più dei leader?
Non penso che questo sia il reale problema del Pss e ce ne rendiamo conto quando si parla con la gente dei quartieri popolari o quando si legge la pagina dei lettori nei quotidiani: la gente si sente abbandonata dal partito socialista, un partito che non è più in grado di prendere in considerazione le preoccupazioni immediate dei cittadini. Penso dunque che più che la mancanza di un leader è la mancanza di un lavoro di prossimità a mancare nel Pss. E se non si ascolta la gente non si possono raccogliere le sue preoccupazioni che vengono poi a mancare nei programmi del partito.
Ma occorreva perdere le elezioni per capire che il Pss ha perso il contatto con la realtà?
Il problema è che, soprattutto in Svizzera tedesca, il Pss ha perso il contatto perché si è posizionato sulla classe media dimenticando le classi popolari. In Svizzera romanda, dove storicamente vi è un contatto più stretto con il mondo sindacale si è pensato che questo "storico legame" ci permettesse di essere già più vicini alla popolazione. Ma nella realtà non era così: era solo una sensazione. Oggi questo legame è necessario. L'Udc questo lo ha capito e già realizzato andando nei quartieri, incontrando la gente e ascoltando le loro preoccupazioni.
Ma se il Pss avesse avuto dei leader validi non si sarebbe potuto intervenire prima ed evitare la sconfitta?
Non credo. Il fatto è che manca un posizionamento politico chiaro e un discorso coerente. Prendiamo lo stesso Hans-Jürg Fehr: all'inizio dell'estate aveva risposto positivamente alla chiamata di Fulvio Pelli per costruire un dialogo con tutti i partiti di governo utile alla prossima legislatura. Un mese più tardi quando il Ppd aveva espresso il desiderio di ottenere in governo un secondo seggio, il Pss aveva dato la disponibilità a sostenere questo obiettivo. Due settimane dopo il Pss si era detto deciso a estromettere Merz dal governo. A fronte di questi messaggi poco chiari l'elettore socialista si trova destabilizzato, non riesce, non può capire la linea politica in cui riconoscersi.
Un po' di responsabilità la dà dunque al presidente del Pss?
Il discorso del presidente è mancato di chiarezza. Non ha permesso di capire quale alleanza governativa si voleva adottare. Tutto il Pss non è poi stato in grado di portare avanti le sfide sociali del prossimo quadriennio, penso all'Avs, alla cassa malattia o ancora ai diritti degli inquilini… Ci siamo lasciati trascinare nel campo dell'Udc segnato da polemiche per il manifesto con le pecore e il complotto.
A Ginevra il Ps è da qualche tempo che soffre di una certa debolezza. Lo si è visto anche alle scorse elezioni cantonali. Oggi risalite in parte la china, ma non basta. Nella stampa  siete addirittura stati definiti un po' "antiquati" anche rispetto ai verdi…
La presidente del partito dovrebbe dare le dimissioni: dopo ben due elezioni problematiche si dimostra infatti incapace di proporre un discorso politico e di organizzare le proposte provenienti dal gran consiglio. I verdi in Gran Consiglio sono molto più dinamici benché abbiano posizioni più centriste rispetto ai verdi sotto la cupola federale e benché stringano alleanze con i partiti di destra. Un "centrismo" che non disturba tuttavia i cittadini dal momento che vi è una linea chiara e coerente.
Pensa che la questione degli squats sgomberati la scorsa estate a Ginevra e mal gestita dalla sinistra abbia avuto un suo ruolo nel voto?
Il mercato dell'alloggio ginevrino è certamente saturo e problematico: procedere all'evacuazione degli squats avrebbe anche potuto rientrare nelle decisioni da prendere. Ma non così come è stato fatto. La scelta del Consigliere di Stato socialista Laurent Moutinot di lasciare sgomberare gli squats senza consultare prima il partito con cui mettere a punto una strategia di azione ha certamente creato una confusione sulla linea del Ps che ha pesato domenica scorsa.
Il Pss ha perso anche altrove in Romandia. Come se lo spiega?
Fondamentalmente questa confusione interna, questa mancanza di coerenza interna al partito la ritroviamo anche a Neuchâtel dove il Ps ha perso. Invece nel Canton Vaud il Ps si è salvato grazie alla coerenza tra il discorso della figura forte di Pierre-Yves Maillard e quello del suo partito. La direzione è chiara. Idem nel Giura o a Friburgo.
Oltre al Ps domenica a perdere è anche l'estrema sinistra che perde il Consigliere nazionale. Cosa è successo?
Quello che è accaduto a Ginevra è, in scala ridotta, quello che è accaduto nell'estrema sinistra francese alle presidenziali: incapacità a fare blocco unito, di mettersi d'accordo. Un blocco unito di estrema sinistra parlamentare che permetterebbe al Ps di mantenersi vivo e non dimenticare i suoi valori fondamentali.
Agli Stati la socialista ginevrina eletta è una persona molto profilata a sinistra. In Ticino, Franco Cavalli, un altro molto profilato, ha ottenuto un ottimo risultato. Profilarsi paga?
L'elettorato premia la coerenza del loro discorso. E a premiare non è solo l'elettorato di sinistra.
Il verde Robert Cramer, eletto agli Stati, riuscirà a lavorare bene con la collega Ps, Liliane Maury Pasquier, malgrado lui sia più centrista?
Robert Cramer è un verde pragmatico con una visione dello Stato piuttosto liberale. Tuttavia le sue convinzioni ambientali sono molto forti, lui è tra i primi militanti della causa verde, ed ha una grande capacità di convincere gli altri. Sulle questioni sociali dovrà per forza collaborare con il partito socialista. 

Pubblicato

Venerdì 26 Ottobre 2007

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