Diario di classe

È difficile in questi tempi poter sperare di veder salire alto il sole sull’orizzonte. E il sole resta lì, basso, sfiorando l’orizzonte e proiettando ombre lunghe che riempiono lo spazio, come fossero giganti, pur appartenendo a piccole donne e a piccoli uomini, come cita questo antico proverbio. E purtroppo, ovunque ci si giri la prospettiva è la stessa! Fuori dall’Europa, dentro l’Europa, in Svizzera e in Ticino!


Riuscire a convincere i giganti veri a calcare la scena è molto difficile, forse impossibile realisticamente! Lo spazio occupato dai nani infatti è davvero troppo e quindi complesso e troppo faticoso da percorrere!

Che fare allora?
Devo dire che come socialista e persona di sinistra non riesco ad arrendermi! Credo infatti che spetti proprio a noi, ai progressisti, a chi crede ancora nelle donne e negli uomini, nella solidarietà, nella giustizia sociale, nella necessità di ridistribuire la ricchezza prodotta e di produrre ricchezza in modo rispettoso delle persone, dell’ambiente di vita e del territorio aiutare il sole a percorrere una traiettoria decisamente più alta, offrendo proposte, alternative, obiettivi concreti da raggiungere insieme che sappiano riportare i bisogni delle donne e degli uomini, oltre che dell’ambiente, alla base dell’agire politico.


Per farlo serve la conoscenza, un profondo rigore etico, una grande serietà, una ferrea coerenza, ma serve anche una grande e convinta fiducia di poterlo fare, quella fiducia spavalda e ottimista che manca ormai da anni ma che è davvero ora di ritrovare e dichiarare pubblicamente!
Perché in tanti continuiamo a credere che un mondo diverso sia possibile, che un mondo capace di garantire risposte dignitose e giuste ai bisogni delle persone può essere realizzato.


Non abbiamo mai avuto tante risorse e tanta ricchezza sul pianeta! Ma nemmeno abbiamo mai avuto una distribuzione così ineguale e senza rispetto alcuno della logica e dei fondamenti umani e del territorio di tali risorse.
E nel contempo non abbiamo mai avuto di fronte a noi contraddizioni così evidenti da parte di tutti i pensieri politici. I liberali e i liberisti che propongono forme di protezionismo, di chiusura, di negazione delle leggi di mercato in maniera crassa, negando i loro principi guida, a cui comunque si appellano quando fa loro comodo.


I conservatori e i difensori delle specificità culturali svizzere o di altri Paesi, che negano quotidianamente queste specificità, richiamando le radici cristiane del loro essere, ma negandole puntualmente nel loro agire politico. E l’elenco dovrebbe/potrebbe continuare e diventare molto lungo!

 

E allora?
Su compagne e compagni, è ora di ritornare a fare proposte ambiziose anche se possibili e ad agire con fiduciosa e spavalda convinzione per riposizionare il sole, così come hanno fatto, prima di noi, le compagne e i compagni che ci hanno preceduto!

Pubblicato il 

20.12.18..
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