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Quando diventi la riserva della riserva...

di

Antonio Bolzani
Spenti i fari sulla Coppa Spengler di hockey su ghiaccio, che anche questa volta ha riscosso il consueto successo di pubblico e di critica, la grande macchina sportiva nei primi giorni dell’anno ha ricominciato a girare a pieno regime. Si è già giocato un derby tra l’Ambrì Piotta e il Lugano, il campionato svizzero di pallacanestro è ripreso e le discipline invernali propongono delle manifestazioni a getto continuo; non dimentichiamoci poi della vela e della Louis Vuitton Cup che da Auckland ci inviano quotidianamente degli aggiornamenti sullo stato di salute di Alinghi e delle altre barche. Francamente non so quanto da noi interessi la Coppa America, una competizione molto lontana dalle nostre abitudini e dalla nostra cultura sportiva. C’è Alinghi, è vero, ma di svizzero, a parte i soldi, c’è ben poco in questa imbarcazione. Da St.Moritz ci è giunta invece la notizia che Alberto di Monaco (45 anni) ha concluso su un fianco la sua prima uscita del 2003 in bob: il principe ed il suo compagno di squadra non hanno comunque riportato ferite di rilievo in seguito a questa disavventura sulla pista engadinese. Principe Alberto la prossima volta vai in slitta a Campo Blenio o a Nante, è meno pericoloso…! Il rischio di non leggere degli articoli di calcio sui giornali italiani durante le festività natalizie è invece nullo: anche durante la pausa di tre settimane del campionato, il pallone e i suoi protagonisti ci hanno tenuto compagnia. I temi non mancano certo: ad esempio, si sviscerano gli aspetti tattici e tecnici delle singole squadre con tanto di radiografie dei gol fatti e di quelli subiti; si parla delle vacanze dei giocatori; ci si lancia in previsioni e pronostici; si fanno statistiche e classifiche di ogni tipo e di ogni genere; ed ovviamente tiene sempre banco il mercato. Sulla Repubblica di domenica scorsa, Gianni Mura, nella sua brillante rubrica “Sette giorni di cattivi pensieri”, sottolineava la tendenza all’esagerazione di articoli e commenti su un mercato più inventato che autentico: «Di questo benedetto mercato, con pochissimi soldi e moltissimi buoni propositi, chi più chi meno stanno scrivendo tutti, noi compresi. Per essere chiaro, nessuno è in condizione di scagliare la prima o la seconda pietra, ma qualche domanda bisogna pur farsela: non è eccessivo lo spazio dedicato ad un mercato più virtuale che reale ? Esiste ancora il senso delle proporzioni ? (...) Anche il Real Madrid e il Manchester United stanno cominciando a badare ai conti, la pacchia o è finita o sta finendo». Non è certo finita al Milan che nella rosa conta 29 giocatori: il problema, per l’allenatore Ancelotti, è organizzare le partitelle di allenamento, undici contro undici. Vi sono ogni volta sette giocatori che non si sa come coinvolgere ed allora, come capita all’oratorio o nei campetti quando si è in tanti, si creano tre squadre. Così giocano tutti e non si è costretti a fare la riserva della riserva…!

Pubblicato

Venerdì 10 Gennaio 2003

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