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Quando ci complicano la vita

di

Cristina Foglia
Parola d'ordine: tenere lontani i clienti. I call-center, certamente ci avete fatto caso, sono fatti per questo, tenere alla larga l'utente (parola criptica che nella maggior parte dei casi potremmo sostituire con "tapino") sempre più disorientato davanti alle varianti delle offerte.
Ci stiamo complicando la vita, o forse non siamo noi. Io certo non ho chiesto la liberalizzazione del mercato della telefonia, mi andavano benissimo le vecchie PTT, e anche il telefono a muro nero di mia nonna, che si doveva parlare in piedi così non si stava troppo a lungo all'apparecchio. Scusate la sintassi ma stamattina il call-center ha rischiato di spedirmi al pronto soccorso in preda a una crisi di nervi.
E tutto per un fott…telefonino. Altro che un'ora a un franco, o un'ora gratis, quelle offerte che hanno trasformato tutti quanti in esseri affetti da conversazione compulsiva. Per dirsi cosa poi? Trovatemi qualcuno che stia zitto per più di venti secondi e ve lo incornicio. Tutti a parlare, tutti a dire qualsiasi inezia pur di riempire il vuoto del silenzio.
Ma come sfuggire a questo manicomio? Il guaio è che ci tentano di continuo. Ti telefonano a casa, ti fermano per strada.  Ti scade l'abbonamento e ti "regalano" l' ultimo modello di cellulare. Se rispondi che quello che hai va ancora benissimo ti guardano come se tu fossi un po' scemo. Ma come, non vuole approfittare? E tu allora dici ma sì dai, sorridi e ringrazi. Se poi però succede che hai un problemino, sei spacciato. Nei negozi ti dicono di rivolgerti al numero tale, non c'è da preoccuparsi, è gratuito. Chiami e ti risponde una voce con musichetta che ti invita a scegliere la lingua, ti fa un elenco di problemi nel quale dovrebbe esserci anche il tuo e, pigiando questo e quel tasto, dopo aver inserito il tuo numero di telefono, il tuo pin, il tuo numero di scarpe e la data di nascita di tuo zio credi di essere arrivato a destinazione? E no caro! "Lo sapevate - ti dice la vocina  - che le risposte ai suoi problemi le trova sul nostro sito internet?" Attendi invano la voce umana di un'operatrice per un altra decina di minuti e poi, già un po' nervoso, decidi di andare su internet. Citrullo! Davvero pensavi di trovare la letterina e-mail bell'e pronta per descrivere a qualcuno il tuo problema? Non si può, è peggio che iscriversi all'università di Princeton. Devi riempire una ventina di caselle che trovi dopo aver passato un'altra ventina di pagine alla ricerca del problemino che devi risolvere.  E si ricomincia: nome cognome indirizzo numero di telefono, codice del cliente, passeword….passeword? Non ce l'hai? Richiedila, è così facile. E compare la finestrella… nome cognome indirizzo data di nascita… AIUTO!BASTA! Me ne vado, compero un biglietto per l'India, fuggo da tutto ciò. Ma non posso, ho dimenticato il mio codice di 12 cifre due maiuscole e tre punti interrogativi che componevano il mio pass per accedere al sito della compagnia aerea!

Pubblicato

Venerdì 8 Settembre 2006

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