< Ritorna

Stampa

 

Quale ruolo per la sinistra svizzera? Una risposta ad Anna Biscossa

di

Nenad Stojanovic
Quale ruolo deve assumere il Partito socialista nell’attuale contesto politico svizzero, in un momento in cui l’economia e i partiti di destra non mostrano più “disponibilità alla collaborazione e alle intese concordate”? È questo, in sostanza, l’importante quesito che pone Anna Biscossa (area, n. 38 del 23 settembre 2005) chiedendosi infine «se ha ancora senso e dà frutti la nostra presenza in Consiglio federale». È innegabile che per un partito di sinistra far parte di un esecutivo con una maggioranza di destra rappresenta sempre un rischio. Assumere la responsabilità di governo comporta, infatti, una moderazione delle proprie posizioni perché occorre trovare compromessi con le altre forze politiche. Ecco perché talvolta capita di vedere dei socialisti che, una volta eletti nell’esecutivo, sembrano voler essere “più papisti del papa” accantonando le posizioni di una volta e facendo di tutto per non rompere la “collegialità”. In tali casi sarebbe meglio uscire dal governo? Forse. Ma non dimentichiamo che essere in un esecutivo vuol dire avere accesso alle informazioni, gestire una parte dell’amministrazione e quindi della spesa pubblica, avere la facoltà di dettare l’agenda politica, mettere il naso negli affari degli altri ministri. Si tratta di strumenti indispensabili per un’azione politica forte ed incisiva. Chi non partecipa al governo perde questi strumenti. Sarà, forse, più libero di fare politica salendo sulle barricate. Ad ogni modo la questione della partecipazione socialista al governo non deve essere un tabù bensì frutto di un’attenta valutazione politica che tenga conto dei vantaggi e degli svantaggi di entrambe le opzioni. Ritengo, tuttavia, che sia molto più preoccupante quando la partecipazione a un governo – federale, cantonale o comunale – finisce con appiattire il lavoro della sinistra nel legislativo. Questa sì che è una tendenza inquietante. Nel parlamento il Pss deve essere la principale forza di opposizione. Senza “se” e senza “ma”. I parlamentari Pss non devono mai lasciarsi condizionare dal fatto che questa o quell’altro compagna/o sia membro dell’esecutivo. Certo, quando il gruppo parlamentare Pss attacca il governo i “ministri” socialisti possono essere infastiditi e interpretarlo come una mancanza di fiducia nei loro confronti. Ma questo è un problema loro che non deve interessarci. Fatte queste premesse penso che l’analisi di Anna Biscossa quanto all’azione del Pss in Consiglio federale e in Parlamento sia eccessivamente pessimista. Nessuno nega che negli ultimi anni ci sia stata una sterzata a destra. Ma non è vero che mancano i frutti concreti dell’attività del Pss a livello federale. In diversi dossier importanti la sinistra è riuscita ad avere il Consiglio federale dalla sua parte contro il parere dei partiti di destra presenti in Parlamento. Cito solo il raddoppio della galleria autostradale del San Gottardo che il Consiglio federale ha sempre rifiutato, malgrado in Parlamento la stragrande maggioranza di Prd, Pdc e Udc fosse a favore. Questa posizione del Consiglio federale ha influenzato in modo determinante il rifiuto popolare dell’iniziativa “Avanti” la quale, se fosse passata, avrebbe avuto conseguenze disastrose per il traffico e la qualità dell’aria, soprattutto nel Mendrisiotto. Per quanto riguarda il Parlamento è vero che il Pss e i Verdi si trovano spesso isolati. Ma non è sempre così. È cronaca recente che il Pss è riuscito a far passare la legge sugli assegni familiari alleandosi col Pdc e, grazie al sostegno di deputati Prd sensibili all’ambiente, ad iscrivere un importante sostegno alle energie rinnovabili nella nuova legge sul mercato dell’elettricità. Vedi anche misure di protezione del mercato del lavoro accettate nell’ambito della votazione del 25.9.3005. Allo stesso tempo, quando il Prd e il Pdc hanno scimmiottato l’Udc, il Pss non ha esitato a salire sulle barricate. È il caso dell’inasprimento della legge sull’asilo contro la quale il Pss lancerà il referendum se non verranno tolte le disposizioni che ledono la dignità umana. Si tratta di un principio che va difeso a tutti i costi. Ogni cittadino/a membro o simpatizzante del Pss dev’essere fiero di far parte di una sinistra che non sacrifica i propri valori sull’altare dell’opportunismo o dei meri calcoli elettorali. nstojanovic@pssvizzero.ch

Pubblicato

Venerdì 30 Settembre 2005

Edizione cartacea

Leggi altri articoli di

< Ritorna

Stampa

Abbonati ora!

Abbonarsi alla versione cartacea di AREA costa soltanto CHF 60.—

VAI ALLA PAGINA

L’ultima edizione

Quindicinale di critica sociale e del lavoro

Pubblicata

Giovedì 30 Giugno 2022