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Qualcuno volò giù dai ponteggi

di

Francesco Bonsaver
L'incidente di un giovane apprendista pittore caduto da un ponteggio a Personico solleva interrogativi sullo stato della sicurezza nei cantieri.

Può un ragazzo di sedici anni perdere la vita mentre lavora? Ovviamente si tratta di una domanda retorica, alla quale mai nessuno risponderà positivamente. Eppure potrebbe succedere. Lo scorso lunedì, un giovane apprendista pittore, per dinamiche che l'inchiesta di polizia dovrà appurare, è caduto da un ponteggio posto su una facciata di un grotto in ristrutturazione a Personico. Atterrato sulla testa dopo un volo di sei metri, il ragazzo ha sfiorato l'incontro con la vecchia signora armata di falce. Fortunatamente, le sue condizioni sono via via migliorate grazie ad operazioni chirurgiche e ad alcuni giorni trascorsi nel reparto cure intense dell'Ospedale civico di Lugano. Trauma cranico, rottura del femore sono le conseguenze finali per il giovane apprendista. Sebbene non sia stata sciolta interamente la prognosi, non ci dovrebbero essere danni fisici permanenti, anche se la riabilitazione sarà lunga. Una tragedia solo sfiorata. Alla domanda iniziale, seguono altri interrogativi meno retorici.  

Sicuro o non sicuro

Il ponteggio sul quale è successo l'incidente era a norma ?
Il sindacato Unia ha prontamente dichiarato che quel ponteggio non rispettava le misure di sicurezza. Il quotidiano la Regione ha raccolto il parere di funzionari Suva, secondo i quali il ponteggio «risponderebbe a buona parte delle norme di sicurezza obbligatoria. L'unico appunto che si può e si deve muovere è il mancato completamento delle protezioni laterali».
Un parere che ha provocato la reazione piuttosto stizzita della Società ticinese imprenditori di ponteggi (Stip), che in un comunicato stampa successivo ha dichiarato «Non è ammissibile considerare un tale ponteggio in buona parte rispondente alle norme di sicurezza e non è carente solo di protezioni laterali», concludendo che considerazioni di questo genere rischiano di vanificare tutti gli sforzi fatti dal settore «per migliorare qualità e prestazioni del nostro ramo».
A nostra volta, abbiamo interpellato Diego Martini, responsabile Suva del Sopraceneri per il settore della costruzione: «A scanso di equivoci, ribadisco: il ponteggio non è a norma ed è pericoloso. Tuttavia, per la valutazione tecnica entrano in considerazione sette elementi principali (scale, ancoraggi, fondazioni, ecc.). Tra questi figurano anche le protezioni laterali, ossia parapetti e tavole fermapiedi. Nel caso specifico sono soprattutto le carenze in questo ambito quelle più importanti».

L'apprendista sui ponteggi

Seconda domanda: un giovane apprendista al primo anno è autorizzato a lavorare sul ponteggio a sei metri d'altezza? Se pensate sia facile dare una risposta al quesito, vi state sbagliando come è successo a noi.  Tant'è che non abbiamo trovato la risposta certa.
Dopo la modifica della Legge federale per la protezione dei giovani (voluta dal governo soprattutto per abolire il lavoro notturno e domenicale dei minorenni in certe professioni), tramite l'Ordinanza 5 della suddetta legge, si è demandato all'Ufficio federale della formazione e al Segretariato di stato dell'economia (Seco) di stabilire le deroghe professionali al divieto di "lavori pericolosi" per gli apprendisti in formazione.
In Ticino, l'Ispettorato del lavoro è responsabile dell'applicazione delle deroghe. Abbiamo quindi rivolto a loro la domanda. I funzionari, dopo essersi consultati con l'Ufficio giuridico del Seco, ci hanno risposto che la legge non definisce se un apprendista pittore del primo anno debba salire sui ponteggi per motivi di formazione. Nella legge si parla in astratto di "altezze pericolose" proibite per un apprendista, senza però definirle. Vista la carenza legislativa, i funzionari dell'Ispettorato del lavoro deducono che in assenza di un'autorizzazione esplicita, salire sui ponteggi per un apprendista è vietato. Riassumendo, se la legge non lo autorizza espressamente, non si può fare. Ma si tratta di una interpretazione, precisano i funzionari cantonali.
Per capirne di più, abbiamo domandato all'Ufficio formazione professionale degli apprendisti il loro punto di vista. In questo caso, la risposta è stata l'opposto. In assenza di un divieto specifico, l'apprendista può salire sui ponteggi. La prassi vuole che gli apprendisti pittori, anche al primo anno, nelle aziende ticinesi formatrici salgano sui ponteggi.
Concludendo, ottenere una risposta certa a quella che pareva essere una semplice domanda non è possibile. Considerando che nel solo 2007, ben 180 apprendisti si sono infortunati sui ponteggi, l'assenza di un'indicazione chiara su quali attività possano svolgere o meno, denota una scarsa attenzione della politica e dei legislatori sulla tutela dei giovani in formazione.

I controlli

Ora saranno le autorità di polizia ad appurare se ci sia stata un'eventuale negligenza nell'istallazione del ponteggio che abbia causato l'incidente. Nei casi d'infortunio come questi, la polizia ticinese si affida agli specialisti della Suva per avere un parere tecnico.
Nel Canton Berna esiste invece un corpo di polizia apposito, il servizio di criminalità ambientale e sicurezza sul lavoro. Sono questi specialisti a condurre le indagini, le cui conclusioni vengono riassunte nei rapporti consegnati ai giudici istruttori.
In alcuni cantoni (quali Zurigo, Berna, Ginevra) esistono degli organi di controllo comunali (Baupolizei) incaricati di controllare i cantieri, sia a livello di sicurezza che di ordine pubblico (polveri, rumori, ecc). In Ticino questo compito è demandato ai due ispettori Suva. «Per fare i controlli a campione o su segnalazione (circa 150 l'anno in Ticino), siamo in numero sufficiente – racconta Martini – Questo non vuol dire che abbiamo la pretesa di coprire tutti i cantieri del cantone. Per fare un esempio, lavoriamo come la polizia. Nessuno si aspetta che ci sia un poliziotto dietro ogni cartello stradale per far rispettare il limite di velocità. Ma si compiono dei controlli a campione o su segnalazione. Noi facciamo lo stesso». Come giudica lo stato dei ponteggi ticinesi? «C'è un miglioramento costante, con una presa di coscienza crescente dell'importanza di avere un ponteggio sicuro, anche grazie alla campagna lanciata dalla Suva. Durante i controlli a tappeto avvenuti durante la campagna, stimo a circa 10 per cento il numero di controlli che hanno portato al blocco del cantiere».

Pubblicato

Venerdì 5 Marzo 2010

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