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Ptl, accordi violati da Lugano

di

Generoso Chiaradonna
Fra sette giorni sapremo la decisione che il Tribunale di espropriazione darà alla Città di Lugano e ai ricorrenti, rappresentati dall’Ata (Associazione traffico e ambiente), contro l’approvazione dei progetti che prevedono l’allargamento di Via Pioda. Ma vediamo prima che cosa è successo. Fra i comuni e il Cantone esiste una convenzione che, per le opere del Piano dei trasporti del Luganese (Ptl), prevede il preventivo accordo dell’autorità cantonale e della Commissione regionale dei trasporti. Il Tribunale delle espropriazioni, presieduto dalla giudice Margherita De Morpurgo Quadri, a presso cui l’Ata ha ricorso, ha constatato che nel caso del progettato ampliamento di Via Pioda (trasformare l’attuale strada a due corsie in una a tre) tale accordo non c’è. Ha invitato perciò il Municipio cittadino a voler ritirare il progetto. «Questo vuol dire che il Municipio di Lugano – ci dichiara Werner Herger, segretario della sezione della Svizzera italiana dell’Ata – non avrebbe potuto proporre una modifica sostanziale del Piano viario nella forma in cui l’ha proposta». Tra l’altro la procedura d’approvazione è stata pubblicata sul Foglio ufficiale lo scorso 29 novembre e con termini di ricorso dal 2 dicembre al 2 gennaio. È la solita storia. Si cerca di presentare progetti o in agosto, o sotto Natale per evitare ricorsi ritenuti inopportuni, ma che puntualmente, per fortuna si verificano. Il Piano dei trasporti del luganese è un progetto pilota a livello nazionale per il cosiddetto Pral (Piano di risanamento dell’aria) e per il Piano dei posteggi del polo (Ppp) che nelle intenzioni dovrebbe diminuire il numero dei parcheggi in centro città. Ieri il consigliere di Stato Marco Borradori, direttore del Dipartimento del territorio, ha presentato un piano dei parcheggi a questo riguardo. Tale misura è imposta dalle autorità federali per mitigare l’effetto della futura costruzione della galleria Vedeggio-Cassarate. Anzi, è una condizione necessaria per ottenere l’agognato finanziamento nazionale che, nonostante le rassicurazioni pubbliche del direttore del Dipartimento del territorio, non è ancora certo. Vedremo comunque come verrà attuato tale Ppp in uno scenario in cui il numero dei parcheggi cittadini sta aumentando e non diminuendo. «È vero – dichiara Werner Herger – che Lugano ha trasformato molti parcheggi da zone bianche a zone blu. Questo dovrebbe aumentare l’attrattività dei parcheggi periferici per i pendolari. È anche vero che il numero dei posti auto in centro stando alle intenzioni dei pianificatori il loro numero è destinato ad aumentare». A Campo Marzio si prevedono 600 nuovi posti auto; a Massagno, dopo la copertura della linea ferroviaria 500 posti; a Piazza castello altri 260; in via Pelli 170; all’Ospedale italiano e l’Università della Svizzera italiana altri 260. Ed è quanto chiede alle autorità cantonali e comunali il deputato socialista Raoul Ghisletta: «Il Pral pone come obiettivo l’eliminazione di 3 mila e 400 posteggi, qui se vogliono realizzare quasi 1’800 nuovi». «Cosa si attende concretamente l’autorità cantonale e federale dalla Città di lugano in materia di misure fiancheggiatrici? Entro quali termini?». Domande precise e puntuali che finora sono rimaste senza risposta. La polemica su via Pioda giunge in un momento particolare: la presentazione dello studio del consorzio Hidber, Abay & Meier eseguito su incarico del Dt sugli effetti del raddoppio del San Gottardo. Come si fa a dire che raddoppiando l’attuale tunnel il traffico non aumenterà, “troppo”? Ci risponde Werner Herger: «diciamo che è semplicemente contrario al buon senso. Ma questi studi si possono leggere anche in un altro senso. Siccome constato che i maggiori problemi di traffico li ho nel Mendrisiotto, miglioriamo dunque i trasporti pubblici in questa regione. Di conseguenza il raddoppio del Gottardo non è urgente per “quattro” colonne l’anno».

Pubblicato

Venerdì 7 Febbraio 2003

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