«È stato un successo». Questo il commento a caldo del sindacalista ginevrino Rémy Pagani al termine della manifestazione di protesta martedì, all’aeroporto di Cointrin dove il normale svolgimento delle attività aeroportuali è stato bloccato. In prima linea nella difesa degli interessi dei salariati di Swissair, Rémy Pagani intende mantenere la pressione sui nuovi padroni della compagnia aerea. Non è giusto, insomma, che a pagare il prezzo della débâcle siano i lavoratori e le lavoratrici. E non è accettabile il continuo rimpallo delle responsabilità tra dirigenti vecchi e nuovi. Dalle otto della mattina a mezzogiorno i dipendenti dunque hanno bloccato il decollo di un aereo Swissair e hanno scandito slogan come «Nessun denaro per chi viola le leggi» e «Rispetto delle leggi sul piano sociale, altrimenti è sciopero». Stanchi di farsi spremere come limoni, i lavoratori sono pronti a continuare la lotta. «Ora i lavoratori del settore – dice ad «area» Remy Pagani – hanno acquistato una nuova consapevolezza e la determinazione a lottare per i loro diritti si è ulteriormente raffozata. Adesso sappiamo di avere la forza e i numeri per agire in qualsiasi momento e per fare in modo che questa nuova società si preoccupi e si occupi con dignità dell’insieme dei salariati. L’avvertimento ai padroni è chiaro: il movimento c’è ed è pronto». L’atteggiamento combattivo del sindacato Vpod di Ginevra, rispetto all’atteggiamento moderato della sezione di Zurigo, non deve stupire. È orami da diversi anni – da quando cioè l’ex grand patron di Swissair Philippe Bruggisser aveva deciso di declassare l’aeroporto di Cointrin sopprimendo parte dei voli a lunga distanza – che il sindacato segue con estrema vigilanza la sorte dell’aerodromo e delle persone che vi lavorano. Per Zurigo, invece, si tratta del primo grande schiaffo. «I colleghi di Zurigo si stanno accorgendo progressivamente della gravità della situazione. Per loro – spiega Pagani – si tratta di una situazione relativamente nuova. Ora si rendono conto che i licenziamenti si concretizzano, che anche le donne che partoriscono, per esempio, non hanno neppure diritto alle indennità. E i colleghi zurighesi non tarderanno, spero, a reagire. A Ginevra è da cinque anni che lottiamo contro la riduzione dei salari, che denunciamo condizioni di lavoro proibitive». Senza rapporti di forza non c’è avvenire per i lavoratori» Remy Pagani non ha soltanto il dente avvelenato contro vecchi e nuovi dirigenti. È anche profondamente delsuo dal Parlamento che lo scorso fine settimana ha accolto il credito straordinario per aiutare la compagnia aerea senza prestare minimamente attenzione alle esigenze dei lavoratori. Una scelta che anche il socialista Pierre Yves Maillard – molto vicino al mondo del lavoro – ha denunciato con estremo vigore nel corso della trasmissione televisiva «Droit de Cité». «Le Camere federali – tuona Remy Pagani – potevano tranquillamente decidere di versare 2,5 miliardi imponendo però alla nuova società di rispettare i contratti collettivi di lavoro. Da una parte, però, questa decisione non mi sorprende: sui radicali, in gran parte responsabili del disastro, non mi faccio alcuna illusione; sui democristiani stenderei un velo pietoso; per quanto riguarda la sinistra mi rendo conto che c’è una parte coerente che si preoccupa delle sorti dei lavoratori e delle lavoratrici, mentre l’altra metà brilla per improvvisazione. Occorre rendersi conto che in questo paese senza rapporti di forza non ci sarà avvenire per i salariati». Remy Pagani resta comunque fiducioso quanto alla volontà di lottare dei lavoratori. Sempre più persone, secondo il sindacalista, cominciano a rendersi conto dell’arroganza dell’economia. Le conseguenze della globalizzazione, inoltre, si misurano quotidianamente e anche l’opinione pubblica manifesta una crescente voglia di resistenza. «Molte persone – conclude Pagani – manifestano solidarietà nei confronti dei dipendenti di Swissair. Ed è un dato molto importante».

Pubblicato il 

23.11.01

Edizione cartacea

 
Nessun articolo correlato