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Presentato a Castellinaria il film «InnamorADO» sull'"integrazione-esclusione"

di

Maria Pirisi
Una colonia di cinema approda al Festival Castellinaria. La ritroviamo nei video in concorso domani, sabato 24 novembre, alle 14, sotto il titolo di «InnamorADO». Un film in cui l’esperienza eccezionale sul set cinematografica si fonde con la quotidianità dei ragazzi protagonisti della storia raccontata. «Batti 5, 6 sul 7» è il nome della colonia organizzata dall’associazione Giullari di Gulliver e che per la prima volta in Ticino ha promosso un esperimento di formazione cinematografica con un gruppo di adolescenti di età compresa fra i 13 e i 15 anni, che ha avuto luogo nel luglio del 2001 in Valle Bedretto. La fiction di 46 minuti mette in scena il mondo adolescenziale con i suoi sogni, sentimenti, desideri, problemi, i suoi registri linguistici e le sue dinamiche di gruppo. Ideatori del progetto e autori della sceneggiatura sono Gianfranco Helbling, critico cinematografico della Regione e di «area», e Alessandra Ardia, attrice e animatrice teatrale mentre la regia è di Paolo Vandoni, formatosi a Los Angeles e con all’attivo diversi cortometraggi. In «InamorADO» i primi palpiti adolescenziali s’intrecciano con l’idea e il tema dell’«integrazione - esclusione». Nelle intenzioni degli autori appare chiara la volontà di aver voluto un film dalle forti connotazioni realistiche in cui tutti i ragazzi possano riconoscere qualcosa di loro. E l’impronta viene marcata ancora di più dal fatto che gli spunti della sceneggiatura provengono proprio dagli stessi ragazzi che, alcuni mesi precedenti le riprese, hanno partecipato ad una serie di incontri che hanno permesso loro di scoprire le tappe della lavorazione di un film e le basi del linguaggio cinematografico. «Volevamo - ci spiega Alessandra Ardia - che questo film fosse l’espressione della realtà adolescenziale, nei rapporti tra di loro e con gli adulti. L’arrivo dei di due ragazzi stranieri porta la colonia a ridefinire se stessa in relazione ai due. Ma il film mette anche in evidenza come l’integrazione passa anche attraverso quella che è l’esperienza e il carattere del singolo. Più che una storia con il classico happy end, il video racconta come vengono affrontate delle situazioni particolari, l’impatto dell’incontro con qualcuno diverso da te e che non si adatta alla tua realtà ma vi si avvicina apportandovi qualcosa di suo». «InnamorADO» è un film che resta aperto, come lo è la realtà i cui percorsi possono anche rimanere sospesi. «Sì è così - conferma Alessandria Ardia -. Il film non offre delle soluzioni, porta soltanto delle riflessioni». Ed eccolo il film: qui i diversi piani della realtà e della fiction cinematografica si sovrappongono e si alternano. La grande tela che i ragazzi della colonia (realmente) dipingono per partecipare al concorso dell’Esposizione nazionale intitolata appunto «Integrazione - esclusione» accade nella realtà della vacanza così come nella «realtà» cinematografica. «Ci siamo resi conto - aggiunge sorridendo Alessandra Ardia - che alcuni ragazzi si sono talmente identificati nei panni del personaggio da non riuscire a liberarsene neanche fuori dalle riprese.Penso ad una ragazza di indole molto allegra che, dovendo interpretare il ruolo di un’adolescente che vive un momento di tristezza, ha cominciato a rattristarsi anche fuori dal set. Ecco, questo è stato uno dei momenti importanti della colonia: aiutare i ragazzi a capire che il lavoro/gioco dell’interpretazione può essere utile a conoscere gli altri ma non deve continuare oltre lo steccato del cinema».

Pubblicato

Venerdì 23 Novembre 2001

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