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Poveri senza scudo

di

Sylvie Coyaud
Per tutta la settimana scorsa, a Vienna decine di fisici hanno lavorato sui metodi per eliminare le testate nucleari, pur sapendo che rischia di saltare il vertice delle nazioni firmatarie del «Comprehensive Test Ban Treaty» (quello che vieta di far esplodere armi atomiche in atmosfera o sotto terra, per provarle) previsto alle Nazioni Unite dal 25 al 27 settembre. E durante il week-end con centinaia di colleghi ed esperti di relazioni internazionali si sono ritrovati a Castiglioncello, vicino a Grosseto, dove hanno valutato e criticato il progetto di uno «scudo spaziale» voluto dal governo statunitense. Data l’attualità, gli sforzi di questi scienziati sembrano irrilevanti. Ma Ecco: lo scudo spaziale, che non protegge da nessun kamikaze e nemmeno dai missili, pare, costerà quanto il reddito annuo di 80 dei paesi più poveri del mondo. L’intera popolazione etiope vive (si fa per dire) con quello che la Difesa americana ha speso per un solo bombardiere B-2: 1,3 miliardi di dollari. Ci sono altri mezzi per combattere il terrorismo – deferire i colpevoli al tribunale dell’Aia, per esempio – e le sue cause. Lo sanno i ricercatori dell’Istituto di ricerche sulla pace a Stoccolma o di quello per la soluzione pacifica dei conflitti di Washington, un organo del Congresso americano. Non sono stati consultati. Eppure centinaia di migliaia di americani hanno invocato scelte diverse da quelle fatte del proprio governo. Per esempio Phyllis e Orlando Rodriguez che hanno chiesto ai giornalisti di rendere pubblica la loro lettera al presidente Bush: «Caro Presidente, nostro figlio (si chiamava Greg, ndr) è una delle vittime dell’attacco contro il World Trade Center. Noi abbiamo letto della Sua reazione negli ultimi giorni e delle risoluzioni votate dal Congresso e dal Senato che Le danno tutti i poteri per rispondere agli attacchi terroristici. La Sua reazione non ci fa sentire meglio per la morte di nostro figlio. Ci fa sentire peggio. Ci fa sentire che il nostro governo usa la sua morte per giustificare le sofferenze causate ad altri figli e genitori in altri paesi. Non sarebbe la prima volta che una persona nella Sua posizione ha ricevuto poteri illimitati per poi rimpiangerlo. Non è tempo di gesti vani per farci sentire meglio. Non è tempo di agire da bruti. La incitiamo a riflettere su quello che il nostro governo può fare per trovare soluzioni pacifiche, razionali, al terrorismo, soluzioni che non ci facciano piombare al livello disumano di terroristi». Il sito della pace di Stoccolma: www.sipri.se

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Venerdì 28 Settembre 2001

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