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Porto Alegre: le alternative possibili

di

Anna Luisa Ferro Mäder
Saranno decine di migliaia le persone che nei prossimi giorni punteranno verso Porto Alegre, la città brasiliana, dove dal 31 di gennaio e sino al 5 di febbraio si terrà il secondo Forum sociale mondiale. «Se pensate che un altro mondo, un mondo più solidale e più democratico, sia possibile allora venite e partecipate al nostro incontro», affermano gli organizzatori di questo convegno nato un anno fa in contrapposizione al Forum economico di Davos, che riunisce ogni anni i potenti del mondo. A Porto Allegre invece confluiscono le forze che credono nella globalizzazione solidale, nel rispetto dei diritti dell’uomo, dell’ambiente e della giustizia. Il Forum – si legge nella carta dei principi – è uno spazio aperto per la riflessione e l’informazione di chi si oppone al neoliberismo e al dominio del mondo da parte del capitale o di qualsiasi forma di imperialismo. L’idea brasiliana ha riscosso l’anno scorso un forte successo di pubblico e lo stesso dovrebbe succedere anche quest’anno. A Porto Alegre non si danno appuntamento solo rappresentanti di organizzazioni non governative, ma anche studenti, professori, parlamentari, sindacalisti e ambientalisti alla ricerca di nuove idee e nuovi progetti per contrastare quella globalizzazione che rende sempre più profonde le disparità tra paesi ricchi e poveri e che spinge allo smantellamento delle conquiste sociali nei paesi industrializzati. La scelta di Porto Alegre non è stata casuale. È una città che da 13 anni ha adottato un «bilancio partecipativo»: sono i cittadini a scegliere ogni anno autonomamente come e dove investire le risorse del municipio. L’esempio di Porto Alegre è stato ripreso nel frattempo da altre 140 città brasiliane, che a loro volta hanno iniziato a sperimentare strumenti di partecipazione modellati sul principio dei bilanci partecipativi, adattandoli alla specificità locale e storica. Il modello brasiliano ha già superato l’oceano e alcune città francesi, britanniche e spagnole hanno stretto rapporti con comuni brasiliani e in alcuni casi sperimentato specifiche riforme di gestione diretta. Il simposio che si apre in questi giorni a Porto Alegre (sull’importante appuntamento «area» tornerà diffusamente la settimana prossima, ndr) ha un programma densissimo fatto di conferenze che verteranno su quattro temi: la produzione della ricchezza, l’accesso alla ricchezza, l’affermazione della società civile e degli spazi pubblici e il potere politico ed etico. Saranno attorniate da centinaia di dibattiti, incontri e gruppi di lavori su temi specifici. L’obiettivo: gettare le basi per costruire un mondo radicalmente diverso e soprattutto più giusto.

Pubblicato

Venerdì 25 Gennaio 2002

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