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Ponctionner

di

Giuseppe Dunghi

Tutto per un aggettivo. O meglio, per il nuovo significato attribuito a un aggettivo. Nei conti consuntivi del Cantone per l’anno 2012, sottoposti all’approvazione del parlamento il 27 marzo 2013, le spese ammontavano a 3.347 milioni di franchi e i ricavi a 3.249,4 milioni: come si vede, un disavanzo nella gestione corrente di 97,6 milioni. Nell’anno precedente, il 2011, c’era stato invece un attivo di 16 milioni.

 

Come mai un balzo in avanti così imponente delle spese? Il motivo è che nel 2012 è entrato in vigore il nuovo sistema di finanziamento degli ospedali, che prevede una partecipazione del 55% da parte dello Stato a coprire le spese di tutti gli ospedali, comprese le cliniche private. Tale contributo nel 2012 è ammontato a 93,5 milioni. Siccome da sempre nel bilancio del Cantone rientra la copertura di circa la metà delle spese degli ospedali pubblici, si può dedurre che il deficit dello Stato coincide grosso modo con l’esborso a vantaggio delle cliniche private.


Naturalmente i sostenitori di questa riforma evitano di dire le cose come stanno. Preferiscono parlare di “passaggio dal finanziamento dell’ospedale al finanziamento delle prestazioni”, “introduzione della libera scelta dell’ospedale”, “regime di finanziamento uniforme per tutti gli ospedali, siano essi pubblici o privati”, “mettere al centro il paziente e non l’ospedale pubblico o privato”. Un po’ come a proposito della scuola pubblica: si incomincia col dire “le scuole pubbliche sono di due tipi: statali e non statali” – confondendo il significato normale di “proprietà del popolo, della collettività” con quello banale di “aperto al pubblico” – per poi reclamare il finanziamento da parte di tutti i contribuenti delle scuole private, oppure come è capitato con la scomparsa del genitivo di possesso “Banca dello Stato”, sostituito dal più agile BancaStato, che prelude probabilmente a una sua privatizzazione.


Così il paziente paga due volte le cure: direttamente sotto forma di premio alla cassa malati, indirettamente come contribuente, e in più deve sorbirsi periodicamente prediche-giaculatorie del tipo “Un Cantone che lasciasse semplicemente correre l’aumento del debito pubblico senza sottoporsi a un costante esame critico dei compiti e delle spese sostenute, senza chiedersi quali sforzi tutti possono solidarmente e sostenibilmente compiere, si troverebbe fra qualche anno nella difficile situazione che stanno vivendo alcuni Paesi europei, costretti a chiedere sacrifici ben più incisivi e brutali ai propri cittadini, perché confrontati con la costrizione di un debito pubblico ingente  e difficilmente onorabile”. Prima si costruisce il debito, poi i cittadini sono chiamati a pagarlo. Alla Genolier SA, proprietaria dell’Ars Medica di Gravesano e della Clinica Sant’Anna di Lugano.


Il debito è un mezzo per estrarre ricchezza dall’intera società, perché quella che si estrae normalmente dal lavoro non basta più, c’è un limite all’abbassamento dei salari, i lavoratori si ribellano anche in Cina. Esiste un termine francese per designare l’azione di chi ricava un utile da una società, da un territorio, da una persona, da un essere vivente senza  che la vittima se ne accorga: ponctionner. Ma è di difficile traduzione in italiano: succhiare, salassare, sfruttare, saccheggiare, insomma quello che fanno gli insetti parassiti come il tafano o la zecca che si nutrono del sangue dei mammiferi pur lasciandoli vivere. Ci sarà un Genolier a prelevare il suo profitto tutte le volte che qualcuno di noi avrà bisogno di curare la propria salute. La storia del debito pubblico del Cantone per nutrire le casse delle cliniche private rende finalmente il significato esatto del verbo francese.

Pubblicato

Giovedì 23 Ottobre 2014

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