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«Polmoni» pieni

di

Generoso Chiaradonna
Rete stradale europea dei trasporti in tilt. Blocco del traforo del Monte Bianco da parte degli abitanti, giustamente infuriati, di Chamonix e Courmayeur; proteste inscenate dai camionisti italiani con l’azione «Tir-lumaca» alla frontiera con la Svizzera e la velata minaccia di ripeterla in territorio ticinese proprio nel periodo del cosiddetto «esodo estivo» dei vacanzieri. Tutto questo ha fatto da sfondo, questa settimana, all’incontro bilaterale italo-svizzero avvenuto a Milano tra il consigliere federale Moritz Leuenberger, responsabile dei trasporti, e il suo omologo italiano Pietro Lunardi. Incontro importantissimo per decidere del futuro dei trasporti stradali attraverso le Alpi. Il governo italiano chiede, a gran voce, l’abolizione del dosaggio dei mezzi pesanti e l’eliminazione del senso unico alternato sotto la galleria del San Gottardo. Per bilanciare questa proposta drastica, l’Italia offre l’introduzione di una sorta di «Borsa dei diritti di transito» – proposta già avanzata dall’associazione «Iniziativa delle Alpi» alcuni mesi fa – in modo da non intasare inutilmente la rete stradale e acquistare in anticipo il diritto di attraversare la Svizzera. Detto così sembra una proposta ragionevole, se non fosse che in questo modo si scardinerebbe l’unica carta che la Svizzera può giocare sullo scacchiere europeo. Paradossalmente, dopo l’accettazione dei trattati bilaterali con l’Unione europea, che includevano la liberalizzazione progressiva del transito dei Tir superiori alle 40 tonnellate, le limitazioni all’attraversamento del tunnel del San Gottardo sono diventate lo strumento più efficace di politica estera in mano alla Confederazione. Cedere su questo punto, significherebbe darla vinta a chi non pensa neanche minimamente alla possibilità di trasferire il trasporto delle merci dalla strada alla ferrovia. Insomma, come si dice, di buone intenzioni è lastricata la via per l’inferno. Ci s’impunti chiaramente e si faccia adottare ai nostri vicini europei una politica dei trasporti alternativa degna di questo nome. Non vorremmo che un giorno anche noi, come gli abitanti delle vallate del Monte Bianco, fossimo costretti ad esigere il rispetto dei nostri polmoni in modo plateale.

Pubblicato

Venerdì 28 Giugno 2002

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