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Politici sul banco degli accusati

di

Generoso Chiaradonna
Dalle proteste formali e manifestazioni pubbliche a quelle legali. Così un gruppo di cittadini del Mendrisiotto cerca di difendere un proprio sacrosanto diritto. Il diritto alla salute e alla quiete. Quest’ulteriore protesta si è concretizzata attraverso una denuncia penale nei confronti delle autorità pubbliche ticinesi e federali. Motivo: non hanno fatto nulla per frenare l’aumento degli agenti inquinanti dell’aria e tutelare la salute dei cittadini. «Solo quest’inverno – si legge nella denuncia presentata al Ministero pubblico del Canton Ticino da 14 associazioni – per circa 100 giorni l’inquinamento da polveri fini è stato il doppio dei 50 pm al metro cubo, limite massimo consentito dalla legge! Le autorità hanno mostrato un immobilismo incredibile». Il malcontento e la preoccupazione per il forte degrado ambientale, partiti dal Mendrisiotto, si sono estesi a tutto il Ticino. I disagi causati dai Tir non toccano solo la fascia di confine ma hanno invaso anche la Leventina e la Mesolcina. Le associazioni ambientaliste e non solo (fra le quali Iniziativa delle Alpi, Leventina vivibile, Moesano vivibile, Sos Mendrisiotto ambiente, Acsi, Ps…), sporgono quindi denuncia penale «contro i politici federali cantonali e comunali per aver permesso la gravissima esposizione a pericolo della salute gli abitanti del Mendrisiotto, i quali da troppo tempo subiscono un inquinamento dell’aria al di sopra dei limiti consentiti dalla legge». Bill Arigoni ha ricordato, durante le conferenza stampa, che la popolazione del Mendrisiotto è stufa della situazione venutasi a creare con il traffico pesante e del fatto che le preposte autorità non facciano nulla per evitare che il problema si aggravi. «Esistono leggi – ha dichiarato il granconsigliere socialista – che non vengono rispettate dalle autorità. Per prima la legge sanitaria cantonale che dovrebbe promuovere e tutelare la salute quale bene fondamentale dell’individuo». Secondo Manuele Bertoli, infatti «l’autorità giudiziaria, per determinati reati, dovrebbe muoversi d’ufficio. Con questa denuncia, il movimento ambientalista, vuole aprire un altro fronte contro il degrado ambientale. La via giudiziaria». «A violare la legge – si è chiesto ironicamente Arigoni – siamo stati noi con le nostre manifestazioni di protesta e l’occupazione simbolica dell’autostrada a Chiasso o sono loro, le autorità, che non stanno applicando e facendo rispettare le leggi sul traffico pesante?» Una risposta, si spera, verrà data dalla magistratura ticinese nelle prossime settimane. Intanto i Tir aumentano e contribuiscono a degradare la qualità della vita di tutti noi.

Pubblicato

Venerdì 22 Marzo 2002

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