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Più tutele per chi è precario

di

Gianfranco Helbling
Dopo quasi un anno di intensi negoziati fra il sindacato Unia e Swissstaffing, l'organizzazione mantello delle agenzie di collocamento, il Contratto collettivo di lavoro (Ccl) per il personale interinale è pronto. Le due organizzazioni vi hanno dato la loro approvazione di principio. Dopo che saranno regolati gli ultimi dettagli si spera che possa entrare in vigore all'inizio del prossimo anno, una volta che il Consiglio federale l'avrà dichiarato di obbligatorietà generale. Si tratta di un contratto innovativo per la sua trasversalità, per un settore in forte crescita: il numero di ore è quadruplicato negli ultimi 15 anni, raggiungendo il 2 per cento dell'impiego totale. Fino ad oggi i Ccl venivano conclusi per settori professionali o per singole ditte. Il nuovo Ccl invece regolerà i rapporti di impiego di 260 mila lavoratori in oltre 100 mestieri diversi. Esso è stato presentato mercoledì  in occasione di una conferenza stampa congiunta di Unia e Swissstaffing.

Il lavoro temporaneo dal punto di vista sindacale è estremamente problematico. In primo luogo perché è lavoro precario per eccellenza: i termini di disdetta sono brevi, l'integrazione nelle aziende è lacunosa, la durata dell'impiego non è sicura. Ma le statistiche dimostrano pure che il lavoro temporaneo fa male: i lavoratori interinali s'infortunano più spesso sul posto di lavoro di coloro che hanno un contratto regolare perché sono spesso impiegati in lavori pericolosi, conoscono male i processi lavorativi e sono poco integrati nella prevenzione degli incidenti. Infine, i lavoratori temporanei sono vittime più spesso di altri di dumping salariale e sociale. «In ottica sindacale il lavoro interinale deve rimanere l'eccezione della regola», ha dunque esclamato Renzo Ambrosetti, copresidente di Unia. Ma proprio per i lavoratori interinali il nuovo Ccl sarà importantissimo, ha aggiunto Ambrosetti: «esso porrà fine al dumping salariale e sociale: in futuro avremo gli strumenti per punire le pecore nere fra le agenzie di collocamento».
Soddisfazione è stata espressa anche da parte padronale. Charles Brélaz, presidente di Swissstaffing e direttore generale di Manpower Svizzera, ha osservato che «per i partner contrattuali la sfida consisteva nel negoziare un Ccl valido per tutti i lavoratori interinali, che tenga conto delle particolarità di questa forma di lavoro e, nel contempo, mantenga quanto acquisito nei diversi Ccl in vigore finora». Unia ha partecipato alle trattative anche su mandato di altre organizzazioni di lavoratori come il sindacato Syna, la Società svizzera degli impiegati di commercio (Sic) e Impiegati Svizzera, che hanno pure approvato il Ccl e ne sono partner contrattuali.
Durante le trattative si è posta un'attenzione particolare ad alcuni aspetti specifici della precarietà del lavoro interinale: i periodi d'impiego spesso brevi creano attualmente delle lacune nell'assoggettamento alle assicurazioni sociali, mentre la mancanza di un'adeguata formazione, rispettivamente di una formazione continua può avere pesanti conseguenze sulle prospettive di carriera. Vania Alleva, che ha partecipato alle trattative per conto di Unia, ha rilevato che «con il nuovo Ccl vengono regolati l'assoggettamento alla Legge sulla previdenza professionale (Lpp), il versamento del salario in caso di malattia e la possibilità di formazione continua». Significativo il passo avanti per quel che concerne il secondo pilastro: se finora i lavoratori interinali vi erano assoggettati soltanto se avevano un contratto a tempo indeterminato o se il loro impiego durava almeno tre mesi consecutivi, in futuro basterà cumulare almeno 3 mesi di lavoro anche non consecutivi in un anno o avere figli a cui si provvede.
Il nuovo Ccl regola anche le competenze per la formazione, segnatamente nell'ambito della sicurezza: mentre l'agenzia sarà responsabile per la corretta scelta del personale e per il rispetto delle norme sulla tutela della sicurezza e della salute, la ditta presso cui l'interinale lavorerà dovrà fornirgli tutto il materiale di protezione e dovrà garantire l'istruzione e adeguate misure di sicurezza sul posto di lavoro.   

Salari minimi, deroga in Ticino

Salari minimi:
• regioni economicamente forti (Arco lemanico, Berna, Basilea, Zurigo): non qualificati 3'200.- + 13a., qualificati 4'300.- + 13a.
• regioni economicamente deboli: non qualificati 3'000.- + 13a., qualificati 4'000.- + 13. (deroghe possibili per 2 anni nelle regioni di frontiera del Ticino e del Giura occidentale: –10% il primo anno, –5% il secondo anno)
Vacanze: 4 settimane, 5 settimane dai 50 anni e fino a 20 anni.
Orario di lavoro: 42 ore
Assicurazione malattia: a partire dalla 13. settimana nell'azienda diritto a delle indennità per 720 giorni.
Secondo pilastro: obbligatorio dal primo giorno per i lavoratori che hanno obblighi famigliari e per i lavoratori che hanno un contratto di durata maggiore a tre mesi.
Assenze di breve durata: regolamentate per matrimoni, decessi, traslochi ecc.

Pubblicato

Venerdì 27 Giugno 2008

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