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Pippo B. e la fiamma olimpica

di

Libano Zanolari
In principio c’era il fuoco il cui possesso era riservato ai Numi che banchettavano sul monte Olimpo: gli umani vivevano in condizioni miserabili, a tal punto da indurre il semidio Promèteo a trasformarsi in sindacalista: rubò il fuoco agli Dei e lo diede agli umani trasformando la loro vita. Per punizione i padroni lo legarono a una roccia dove un’aquila gli rodeva il fegato che il Presidente del Consiglio di Amministrazione dell’Olimpo sarl. Mr. Zeus gli faceva generosamente ricrescere di notte: per dar da mangiare all’aquila. Fu liberato da Ercole. Sottoterra, un “dark” ante litteram, Efesto, con un berretto da operaio ateniese, brutto e storto, domava il fuoco e forgiava metalli: Eraclito di Efeso loda il fuoco che tutto rigenera e dice che va spenta la pericolosissima “ibris” (dismisura, superbia) piuttosto che la fiamma. Mio papà rimaneva a lungo a contemplare il fuoco e non si poteva far rumore né chiedere nulla. Ce n’è abbastanza per dichiarare sacra la fiamma che di questi giorni, tecnologica al massimo e avvolta in un prestigioso “design”, è passata per la prima volta dalle nostre parti e rimarrà a lungo accesa nel vicino Piemonte. In Grecia prima delle Olimpiadi storiche (776 a.C.) ad Olimpia c’era una corsa di vergini vestite con il peplo che lasciava scoperto un seno: chi vinceva aveva l’onore di accendere il fuoco nel tempio di Era, sposa di Zeus. Fu una breve fase di matriarcato. I greci antichi non avevano grande stima delle donne: basti pensare che Pandora fu mandata in terra da Zeus per vendicarsi di Prometeo che gli aveva sottratto il fuoco: mandata per aprire un vaso da cui sarebbero uscite varie sventure. Vicende straordinarie dunque: l’eterna lotta fra i mortali e i numi che hanno in pugno il nostro destino. Olimpia durò dal 776 a.C. al 393 a.C. Riprese nel 1896: il suo recinto, violato dall’attacco dei feddayn palestinesi nel 1972, è stato rifatto: “the show must go on”, lo spettacolo deve continuare disse Avery Brundage: a tutti i costi e grazie agli sponsor che impongono il 53 per cento dei tedofori: clienti, portaborse, venditori porta a porta della loro mercanzia che si fregia del fuoco sacro; bevanda, patatina, carta igienica che sai: ma il peggio viene dalla scelta dei Vips: c’è il noto olimpionico Pippo Baudo, molto vicino allo sport; c’è Luca Giurato impegnato da sempre in epiche lotte con l’alfabeto; c’è Walter Nudo, senza vergogna, anche se vestito; c’è il panciuto Vissani, cuoco degli Dei; c’è lo stilista Giorgio Armani con Chiambretti, Frizzi e Simona Ventura. Non ci resta che ringraziare la Città di Lugano che non ha dato la sacra fiamma a Michelle Hunziker, magari accompagnata dal suo cucciolone San Bernardo su un veicolo elettrico, o forse Michelle ha declinato l’invito…

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Venerdì 3 Febbraio 2006

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